Marco Valsania, Il Sole 24 Ore 26/1/2012, 26 gennaio 2012
APPLE NUOVA REGINA DI WALL STREET
Apple stupisce Wall Street anche orfana del suo padre fondatore - e rifondatore. Nel primo trimestre dalla scomparsa di Steve Jobs, l’uomo che dopo aver dato i natali alla società l’ha salvata da un sicuro fallimento con il suo ritorno negli anni Novanta, il gruppo di Cupertino è diventato una delle società americane leader assolute nei profitti e re della capitalizzazione di mercato. Gli investitori hanno salutato l’ultima performance record di bilancio spingendo inizialmente in rialzo il titolo dell’8,1%, oltre quota 450 dollari, per poi chiudere gli scambi con un aumento del 7% a 449 dollari. E la market cap del gruppo degli iPhone e degli iPad ha superato di slancio durante le contrattazioni quella del gigante petrolifero Exxon Mobil, a quota 416 miliardi, rinnovando un duello che si trascina da mesi per la vetta della speciale classifica delle valutazioni di Borsa. In chiusura poi il controsorpasso con Exxon a 418 miliardi.
Le sfide future non mancano, dal management al continuo rinnovamento dei prodotti. Ma al momento «la spinta che Jobs ha dato, Tim Cook la sta mantenendo ed è persino difficile trovare gli aggettivi per descrivere l’ultimo trimestre», ha detto l’analista di Piper Jaffray Gene Munster riferendosi al braccio destro del fondatore e successore sulla poltrona di ad. Con oltre 13 miliardi di dollari di utili nel suo primo trimestre fiscale dell’anno, contro i meno di 10 attesi, Apple ha messo a segno utili per azione pari a 13,87, superiori persino al guadagno annuale dell’azienda fino al 2010. Non basta: il risultato trimestrale è stato quattro volte superiore a quello di General Electric e vicinissimo ai 14 miliardi di Exxon Mobil. Quest’ultima, però, ha fatto leva su un fatturato da 140 miliardi per i suoi profitti, ben più dei poco più di 46 miliardi dell’azienda lasciata da Jobs.
L’attenzione del mercato è stata attirata anche dal crescente “tesoro” accumulato da Apple, che ha riserve in contanti e investimenti di quasi 100 miliardi di dollari. Da solo questo tesoro, pronto per ogni evenienza o progetto di sviluppo, batte il valore di mercato di quasi tutte le società quotate a stelle e strisce, fatta eccezione delle prime 52. Il tributo degli azionisti in Borsa ha così fatto seguito a quello istituzionale offerto dal presidente Barack Obama, che martedì notte aveva invitato al Congresso per il Discorso sullo Stato dell’Unione, ospite d’onore della Fist Lady Michelle, la vedova di Jobs Laurene Powell.
La marcia inarrestabile di Apple è stata guidata dall’ubiquità dei suoi prodotti di punta, che continuano a ridefinire a livello internazionale la tecnologia e i consumi hi-tech: i suoi iPhone – che stanno erodendo quote di mercato agli smartphone rivali e finora più popolari dotati del sistema operativo Android di Google – e dei suoi tablet iPad. Se il giro d’affari complessivo è lievitato del 73%, le vendite di iPhone e iPad sono raddoppiate rispetto all’anno precedente e rappresentano ormai il 72% dell’intero fatturato della Apple. Per gli iPhone, con il lancio del modello 4S lo scorso ottobre, hanno raggiunto nel trimestre i 37 milioni, facendo lievitare il totale a 183 milioni dal debutto del primo esemplare nel 2007. Stando a Nielsen, la distanza nei nuovi acquisti tra Android e iPhone si è assottigliata al 46,9% contro 44,5% dal 61,6%-25,1% tre mesi or sono. Gli iPad venduti sono stati da parte loro 15,4 milioni, sfruttando la diffusione dei tablet nella stagione natalizia che vede oggi il 19% degli adulti americani possederne uno rispetto al 10% in passato. Meno influente sui conti, ma sempre positivo, l’andamento dei computer: i McIntosh hanno aumentato le vendite del 26% a 5,2 milioni. Lo stesso Tim Cook ha definito i conti «mozzafiato». Wall Street, per ora, concorda: «Sono cifre inimmaginabili – ha commentato Michael Obuchowski di First Empire Asset management –È un’azienda molto ben gestita e sta dimostrando di avere in cantiere innovazioni sufficienti a generare crescita senza pari».