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 2012  gennaio 26 Giovedì calendario

BANK OF CHINA PIÙ FORTE IN ITALIA - I

cinesi parlano con i fatti. Una prova del committment della Cina in Italia sta nell’aumento della dote sociale (100 milioni di euro, più che triplicata rispetto agli attuali 30) di fresca autorizzazione alla filiale locale di Bank of China.
La mossa potenzia l’operatività dell’istituto di credito che vanta in Italia una presenza più che decennale, con due sportelli a Milano e uno di prossima apertura a Roma.
Bank of China potrà disporre di risorse all’altezza di un impegno che negli ultimi tempi si è notevolmente allargato, passando dal sostegno alla presenza delle realtà cinesi presenti sul territorio, ormai se ne contano un centinaio, a quello, più recente, della partecipazione all’Expo di Milano nel 2015, perchè Pechino ha aderito all’evento a settembre riservandosi uno spazio espositivo di rilievo ed è già ora di rimboccarsi le mani. Le aziende cinesi saranno in prima fila nell’evento, assicura la Camera di commercio cinese in Italia che dialoga con l’Expo.
Bank of China, inoltre, non fa mistero di puntare alla clientela italiana, un target al quale ha aperto le porte con una campagna mediatica indirizzata alle piccole e medie imprese italiane.
A queste Bank of China (Boc) attraverso i suoi sportelli italiani adesso offre finanziamenti e conti correnti in valuta cinese, il renminbi.
Una valuta non convertibile, con l’eccezione delle prove generali che vedono al centro Hong Kong e Singapore e con una quota del renminbi sulle riserve mondiali pari a zero. Però è una valuta che, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe apprezzarsi in attesa di acquisire lo status di valuta di scambio e che sarebbe, nel frattempo, congeniale per aziende con interessi e attività in Cina.
Nel messaggio lanciato anche in Italia, Boc si rivolge agli imprenditori specializzati nell’export o che hanno sedi in Cina; visto che fatturano in renminbi – è il suggerimento che spunta tra le righe –, perchè non aprire dall’Italia un conto in valuta?
Bank of China, tra gli istituti cinesi, vanta molta liquidità in renminbi, il che ispira lo slogan «fai la differenza con il renminbi» peraltro già circolato all’estero in altre piazze estere dove ha aperto sedi e sportelli, da Mosca a Sidney, da New York a Seoul, facendosi precedere dallo slogan «banca leader in renminbi e servizi cross border».
Boc è sbarcata a Milano in via Santa Margherita, poi in viale Montello, cuore della Chinatown, ora è il momento del tris ma, nel tempo, la banca ha cambiato il tipo di presenza sul territorio.
Una sfida, all’inizio, è stata quella di attirare ("bancarizzare", come si dice in gergo) i connazionali delle comunità immigrate, storicamente inclini all’attività di credito informale, attirando soprattutto le rimesse, quelle che finora circolano nei circuiti familiari o attraverso i money transfer.
Poi, la globalizzazione e la politica Go Global del Governo di Pechino alle imprese, di internazionalizzazione della presenza cinese all’estero e in Europa, hanno richiesto (e imposto) una svolta, a partire dagli stessi istituti di credito cinesi.