Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 26 Giovedì calendario

ULTIME SU YARA

Yara, rispunta il giallo delle telefonate di Fikri

Il marocchino, che fu fermato con l’accusa di omicidio, resta l’unico indagato dell’inchiesta

Tutto sul caso Yara
16:20 - Fu fermato con l’accusa di sequestro e omicidio di Yara Gambirasio, e rilasciato nel giro di due giorni. Ma Mohamed Fikri, il muratore marocchino, rimane l’unico indagato nella brutta storia della tredicenne di Brembate uccisa la sera del 26 novembre 2010. Lui, che in una telefonata con la fidanzata avrebbe detto piangendo: "L’hanno ammazzata davanti al cancello", riferendosi proprio alla giovanissima ginnasta.
E così, rispunta il giallo delle telefonate di Fikri, come scrive il "Giorno". Ma intorno a questa telefonata il mistero resta fitto, visto che gli inquirenti di Bergamo, quando la vicenda arrivò sui giornali tempo fa, risposero: "Se fosse esistita una frase del genere avremmo eseguito un fermo senza inserire l’elemento migliore?".

Il fermo per Fikri fu deciso quando venne tradotta male una frase pronunciata dallo stesso marocchino. Non aveva detto "Perdonami Allah, non l’ho uccisa io", ma "Allah, fai che risponda". Sorge però il dubbio: perché quelle lacrime con la fidanzata, con la richiesta di perdono? Un dubbio a cui risponde il difensore, l’avvocato Roberta Barbieri: non c’è nessuna richiesta di perdono. Fikri racconta alla ragazza di essere stato dai carabinieri, di essere stato portato al cantiere di Mapello, di aver risposto alle domande.

Successivamente, all’inizio di gennaio, viene interrogata la fidanzata del nordafricano. Gli inquirenti apprendono che sulla nave, a bordo della quale è stato fermato l’uomo, viaggiava anche un furgone bianco intestato a un cugino, ma acquisato da Fikri qualche settimana prima che morisse Yara. E quel furgone da allora è in Marocco. Così, Fikri resta indagato. L’unico. E non esce dall’inchiesta.tgcom24



aciclico.com
Yara Gambirasio, uccisa davanti al cancello?
gen 25th, 2012 | Magazine | Categoria: News
Gli inquirenti stanno riprendendo in esame la telefonata fatta da Mohamed Fikri alla fidanzata, dove raccontava di un omicidio avvenuto davanti al cancello del cantiere di Mapello.


Qualche giorno fa gli inquirenti pensavano di aver trovato la pista giusta per risolvere finalmente il caso di Yara Gambirasio, la 13enne uccisa il 26 novembre scorso a Brembate di Sopra, ma purtroppo si sbagliavano perché la donna residente in Ciociaria non c’entrava nulla con la giovane ginnasta e si trovava a centinaia di chilometri dal paesino bergamasco.

A distanza di settimane le forze dell’ordine decidono di riesumare la telefonata fatta da Mohamed Fikri alla fidanzata, nella quale ripeteva tra le lacrime:”L’hanno ammazzata davanti al cancello” , la ragazza in quell’occasione avrebbe risposto:”Cosa devi farti perdonare se non hai fatto niente di male?” facendo intuire che il giovane marocchino è in qualche modo implicato nella scomparsa della piccola ginnasta.

La notizia è stata riportata da Oggi, dove sono stati svelati anche altri particolari della vicenda legati al presunto coinvolgimento del muratore nell’omicidio. Nell’articolo si fa riferimento all’improvvisa fuga in Marocco quando le indagini si erano concentrate sul cantiere di Mapello e sull’automobile di Fikri consegnata dal comandante del traghetto ai Ris di Parma, per farla analizzare con la speranza di trovare eventuali tracce ematiche. Purtroppo il Pm Ruggieri non ritenne opportune eventuali ricostruzioni e decise di riconsegnare il veicolo al giovane, ma nessuno sa che fine ha fatto il furgone bianco imbarcato da Fikri e da alcuni amici sullo stesso traghetto.