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 2012  gennaio 26 Giovedì calendario

L’ Irlanda rimane la prima della classe in fatto di austerità: finora il Paese ha centrato tutti i suoi obiettivi sul piano del debito, del deficit e del deleveraging bancario

L’ Irlanda rimane la prima della classe in fatto di austerità: finora il Paese ha centrato tutti i suoi obiettivi sul piano del debito, del deficit e del deleveraging bancario. Ma il rallentamento globale mette a rischio i suoi piani, e sembra difficile che Dublino possa tornare come previsto sul mercato nel 2013. Il Paese vorrebbe l’aiuto dei partner europei per pagare i 31 miliardi di euro di cambiali concessi alla Anglo Irish Bank - per circa l’80% del totale - e a due banche più piccole. Sarà difficile che lo ottenga. Ma con la Grecia sull’orlo del default, può darsi che l’Ue sia propensa a premiare chi si comporta bene. Le speranze di una ripresa irlandese trainata dalle esportazioni si stanno assottigliando e il Paese potrebbe aver bisogno di un prestito di 10 miliardi nel 2013, in aggiunta ai fondi ricevuti dalla troika, e di altri 24 miliardi nel 2014. Dublino ha già tagliato la spesa pubblica e ha in programma la vendita di alcune proprietà statali. La ristrutturazione dei pagherò emessi per il salvataggio delle banche rappresenta perciò una delle poche soluzioni per colmare questo disavanzo finanziario. Il Paese si è impegnato a pagare un tasso superiore all’8% sul denaro preso in prestito per le cambiali, e occorre considerare che i pagamenti alle banche sono concentrati nel periodo iniziale - 3,1 miliardi l’anno fino al 2023, che scenderanno a 910 milioni da lì al 2030. Dublino vorrebbe attingere all’Efsf per ottenere finanziamenti più a buon mercato e rinviare i pagamenti di alcuni anni. Può essere vista come il Paese che ha «pagato per tutti». I politici europei hanno impedito a Dublino di imporre sacrifici agli obbligazionisti delle banche salvate - aumentando così il costo degli aiuti alle banche irlandesi - mentre hanno accettato che la Grecia trasferisse le perdite pubbliche ai creditori privati. Gli ostacoli tecnici potrebbero rivelarsi insuperabili - Anglo Irish potrebbe avere bisogno di liquidità per mantenere il proprio capitale - perciò l’Irlanda sta valutando anche altre strade. Ma la dura verità è che avrà probabilmente bisogno di nuovi aiuti.