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 2012  gennaio 26 Giovedì calendario

Peggio. Sempre peggio. Il calcio europeo, come da noi anticipato ieri, sprofonda: l´Uefa, ieri a Nyon, ha svelato che i 735 club di prima divisione nell´anno finanziario 2010 hanno fatto registrare una perdita netta complessiva di 1,6 miliardi di euro, superiore del 36% del precedente anno (erano 1,2 miliardi)

Peggio. Sempre peggio. Il calcio europeo, come da noi anticipato ieri, sprofonda: l´Uefa, ieri a Nyon, ha svelato che i 735 club di prima divisione nell´anno finanziario 2010 hanno fatto registrare una perdita netta complessiva di 1,6 miliardi di euro, superiore del 36% del precedente anno (erano 1,2 miliardi). Un primato. Le entrate sono cresciute del 6,6%, più del Pil di molti Paesi, toccando la cifra record di 12,8 miliardi di euro, ma non riescono certo a compensare le perdite. Basti pensare che il 75% dei top club, quelli con un fatturato superiore ai 50 milioni, spendono, in proporzione, 12 euro su 10 di ricavi. Di positivo c´è che il costo del lavoro (gli stipendi dei calciatori) non cresce: si è attestato sul 64% dei ricavi (in Italia il 74%), con una lieve diminuzione rispetto al passato dopo quattro anni di percentuale in aumento. Altro dato positivo è che cresce l´impiego dei giovani cresciuti nei vivai. Ma l´Uefa ha lanciato l´allarme in vista dell´entrata in vigore del fair play finanziario, che vedrà la prime sanzioni dal 2014. Bisogna correre in fretta ai ripari perché se venissero applicate da questa stagione le regole del "fpf"- in particolare quella che vieta un disavanzo di oltre 45 milioni di euro in bilancio - 13 club europei non potrebbero partecipare alle Coppe europee (lo scorso anno erano 11). Pensate ad una Champions senza Barcellona, Manchester Utd e City, Milan, Inter, Chelsea, eccetera. Fantacalcio? Mica tanto: per qualche club il rischio è davvero reale. E anche la Juventus quest´anno ha speso molto: dovrà iniziare a mettersi in regola. Come? Tagliando i costi (dei calciatori) e puntando sui ricavi. Ma il calcio italiano sconta una situazione che lo «rende teoricamente meno competitivo rispetto agli altri club europei», come ci spiega Giancarlo Abete, n.1 della Figc e membro dell´Esecutivo Uefa. «Ora l´Uefa metterà a punto il sistema sanzionatorio, con la possibilità di ricorrere al Tas ma dobbiamo pensare, in futuro, ad una politica di buon senso e ad una gestione corretta dei club». E Michel Platini assicura: «Non guarderemo in faccia nessuno, il fair play finanziario varrà per tutti. Una volta gli sceicchi erano i Moratti. Ed è una cosa che si farà d´obbligo».