Caroline Mangez, Chi, n. 5, 01/02/2012, pp. 88-95, 1 febbraio 2012
Grazie ai diritti del best seller La città della gioia (12 milioni di copie e un film), Dominique Lapierre e sua moglie hanno costruito un campus per 310 ragazzi vittime della lebbra, aperto 120 scuole, scavato 650 pozzi di acqua potabile, alfabetizzato le donne di 3 mila villaggi, distribuito 5 milioni di euro di microcrediti, varato quattro battelli-ospedale per soccorrere i milioni di abitanti delle 54 isole del delta del Gange
Grazie ai diritti del best seller La città della gioia (12 milioni di copie e un film), Dominique Lapierre e sua moglie hanno costruito un campus per 310 ragazzi vittime della lebbra, aperto 120 scuole, scavato 650 pozzi di acqua potabile, alfabetizzato le donne di 3 mila villaggi, distribuito 5 milioni di euro di microcrediti, varato quattro battelli-ospedale per soccorrere i milioni di abitanti delle 54 isole del delta del Gange. Ora, però, in occasione del ricevimento in suo onore al Centre d’Excellence, Dominique Lapierre annuncia che dovrà tagliare del 20 per cento il budget. Il Centro presenta, per la prima volta, un deficit di quasi un milione di euro su un bilancio annuale di 2 milioni. «Dovrò chiudere le scuole, disarmare una delle nostre barche-ospedale che passano al setaccio le 54 isole del delta del Gange». La crisi finanziaria mondiale ha, infatti, inaridito buona parte delle donazioni che Lapierre riceveva dai suoi lettori.