Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  febbraio 01 Mercoledì calendario

CI SIAMO DETTI ADDIO PER AMARCI DI PIÚ

«Dodici anni d’amore, le nozze, una crisi tenuta nascosta, la paura di perderci, poi l’operazione in ospedale e ancora quella maledetta paura che la vita ci stesse separando e, infine, di nuovo noi, ancora noi, uniti più che mai. Ora Nicola (Carraro, ndr) si prepara a compiere 70 anni. E io posso dirlo: il nostro è un amore a prova di cipolla. Ma questo nessuno lo sa».
È vero, in pochi sanno perché l’amore tra Mara Venier, conduttrice, insieme con Marco Liorni, della Vita in diretta, e Nicola Carraro sia un sentimento a prova di cipolla. Mara, però, ha deciso di spiegarlo, ripercorrendo con "Chi" le tappe della sua storia con il marito, e lo fa raccontandosi a cuore aperto, a partire da quel giorno, parecchio tempo fa, quando Carraro, in una sauna, per la prima volta sfiora con la mente il desiderio di conoscere una certa… Mara Venier.

Domanda. Una sauna, chiacchiere tra uomini, siamo nel 1982. Mara, succede che, a sua insaputa, Nicola Carraro si appassioni di lei...
Risposta. «Mio marito, ai tempi, era produttore cinematografico. Aveva affittato la splendida villa che apparteneva a Marcello Mastroianni e stava lavorando per un film che aveva, tra i protagonisti, anche Jerry Calà, mio fidanzato da pochissimo tempo. Succede che Jerry e Nicola si trovano a fare la sauna insieme e quel simpaticone di Calà racconta a mio marito che stava frequentando una tale Mara Venier, ragazza che si distingueva dalle altre donne perché sapeva fare la pasta e fagioli. Si rende conto? Non perché fossi bella, dolce, simpatica, ma solo perché sapevo cucinare i fagioli».

D. E Carraro come ha reagito?
R. «Le spiego. Esattamente diciotto anni più tardi, nel settembre 2000, la mia migliore amica di allora, Melania Rizzoli, mi invita a cena da George (ristorante della Capitale, che oggi non c’è più). Seduto di fronte a me c’era Nicola Carraro. Io ero emozionata, avevo sentito parlare di lui, ero da poco single e mi sono chiesta: "Chissà se stasera sarà lui l’uomo della mia vita?": Poi, guardandolo bene, mi sono detta: "Questo è il classico "cumenda" milanese, con me non c’entra proprio nulla". Però, durante la cena, ordinavamo gli stessi piatti e lo stesso vino, un Sauvignon Lafóa fantastico. A un certo punto i nostri sguardi si sono incrociati più intensamente e lui mi ha detto: "So che lei e una brava cuoca e che fa un’ottima pasta e fagioli"».

D. E lei ha ceduto?
R. «No. Per un mese ci siamo messaggiati senza mai incontrarci. Tutto molto formale. Poi, una sera, lui mi ha chiesto di vederci, ma io non potevo, perché dovevo fare la madrina a Tropea, per la sagra della cipolla. A quel punto Nicola si è lasciato andare, si è messo a ridere. Ha abbandonato il suo modo di fare molto elegante e si è rivelato un simpatico guascone, come me. Da quel momento ho capito che saremmo stati perfetti insieme».

D. Quando il primo bacio?
R. «Dopo la cipolla c’è sempre un bacio, se lo ricordi. Il giorno dopo siamo andati a cena da Quinzi & Gabrieli, sempre a Roma, e non ce l’ho fatta più. Mi sono alzata per andare in bagno, ma prima gli ho stampato un bacio sulle labbra».

D. Poi è arrivato tutto il resto...
R. «Già. Una veloce convivenza, poi la richiesta di matrimonio, che lui mi ha fatto il 31 dicembre 2005, a Dubai, in ginocchio davanti a tutti, quindi le nozze, durante le quali io ero senza voce per l’emozione e ricordo Walter Veltroni, ai tempi sindaco di Roma, sudatissimo, perché era il 28 giugno e nella chiesa sconsacrata di Santa Maria del Tempulo, a Caracalla, faceva un gran caldo. E poi, puntuali, sono arrivati gli immancabili ostacoli della vita. Quelli che non puoi schivare».

D. Le va di parlarne?
R. «Tutto è iniziato la scorsa estate. Eravamo ai Caraibi, a Turks e Caicos, dove Nicola da anni possiede, anzi, possedeva, una casa che ha lasciato ai figli. Come ho già raccontato a "Chi" siamo stati rapinati e abbiamo lasciato l’isola. Questa storia ci ha fatto molto male. Eravamo nervosi. Abbiamo proseguito la vacanza in Sardegna, ma la situazione è peggiorata, forse senza neanche un reale motivo. A tal punto che, all’inizio di settembre, abbiamo deciso di staccarci: lui a Milano, io a Roma».

D. Poi che cosa è successo?
R. «Mio marito si sottopone da tempo ad alcuni controlli per un problema di salute. In quel periodo qualcosa dentro di lui ha iniziato a non funzionare. Lo hanno dovuto operare d’urgenza ed ecco che la vita ti fa dimenticare dolori e dissapori. Non l’ho mai mollato. E sa che cosa ho scoperto in quel momento?».

D. Che cosa?
R. «Che Nicola e io ci ameremo in questa e nell’altra vita. Che le nostre mani continueranno a sfiorarsi per sempre. Per sempre. Perché mio marito mi ha reso una persona migliore e lo ringrazierò in eterno».

D. Mi scusi, ma poi ha cucinato la pasta e fagioli per lui?
R. «No. Però ho organizzato una festa da favola per i suoi 70 anni. E sa chi suonerà al party? Jerry Calà con la sua band, proprio lui, che involontariamente, ora posso dirlo, è stato il nostro Cupido».