Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 24 Martedì calendario

ESCORT E RISSE NEL SALOTTO VIP DAVANTI A PALAZZO CHIGI

Nella notte di sabato, in un edificio romano con vista Palazzo Chigi, mentre Mario Monti ed Elsa Antonioli dormono il sonno dei sobri, va in scena una parodia di Kusturica in salsa brasiliana. Tramontato il bunga-bunga, si accende un nuovo sole. La Tor Crescenza del 2012. L’Arcore di questi nostri tempi di crisi. Palazzo Ferrajoli, dove Giuseppe, l’omonimo Marchese vive con la fidanzata russa Olga, è anche la residenza romana di Paolo Pazzaglia (Gigi Rizzi minore, Porfirio Rubirosa de noantri) playboy con un alfabeto di conquiste che spazia da Barbara Bouchet a Donatella Rettore. A Pazzaglia piace la bella vita ed essendo la dolce in archivio da mezzo secolo, si arrangia come può. In casa ha una discoteca, organizza feste, a volte esagera e qualche culo in libera uscita immortalato da Umberto Pizzi, fotografa la città godona che piacque a Fellini e oggi abbraccia l’antropologia contemporanea di Dagospia. Accadde anche l’anno scorso. Party eccessivo con Milly D’Abbraccio a casa del Marchese e nudità in primo piano che sconsigliarono a Berlusconi, in procinto di passargli decine di migliaia di euro per l’affitto dell’appartamento a scopo “ludico” di proseguire nella trattativa. Ferrajoli ricorda con aristocratico distacco: “In effetti sì, accadde, è vero. Pazzaglia è fatto così, esagera, non gliene voglio”. L’altra sera, però, le luci si sono spente all’improvviso. Gran caos sulle scale e in cortile per la rabbia di due ragazze carioca tacco 12 (i maligni dicono escort) infelici per la conclusione dell’appuntamento a casa Ferrajoli e (suggeriscono i più cattivi) deluse dai mancati emolumenti. Vetri rotti, macchine prese a calci, improperi urlati al cielo sotto l’occhio (e l’orecchio) del professor Monti Mario e un terzo ospite, il figlio del nobile Giovannelli in fuga. Ricostruire la vicenda è un viaggio nelle atmosfere di Feydau. Ferrajoli non vorrebbe parlare, poi si scioglie: “Erano le undici, vado alla porta e vedo Pazzaglia in compagnia. Sono stanco ma gli apro. Gli offro da bere e poi, quando mi accorgo di non poter seguire il suo ritmo glielo dico gentilmente: “Queste feste andatele a fare da voi”. Quali feste Marchese? “Feste che un signore di una certa età, non è più in grado di affrontare”. Olga, la sua compagna, è rimasta in camera. Non gradisce. Si adombra: “Era a letto, non si è fatta neanche vedere”: Qui le testimonianze divergono.
QUALCUNO insinua che la rabbia usata contro abbaglianti delle berline e le fioriere fosse ferina, maschile. Che le ragazze non fossero tali. Che fossero trans. Ferrajoli ride: “Non mi è parso, sa come è oggi, non si può essere sicuri di nulla, però sì, credo fossero ragazze. La prego, non mi faccia ridere. Forse non bellissime, ecco. La saluto, c’è un’inchiesta in corso”. A una più attenta analisi e a un secondo tentativo, Ferrajoli perde i freni: “Vabbè, ho offerto una grappa. Sembravano educate, una volta fuori hanno iniziato a berciare. Rumori sordidi. Un’ignobiltà, guardi. Almeno non hanno rubato nulla, almeno”. Poco dopo Pazzaglia e Ferrajoli si riuniscono a consulto. Terza telefonata. Pazzaglia’s version, questa volta, con Ferrajoli (prigioniero consenziente?) ad annuire sul divano: “No, no, scusi. Nessuna festa, solo un normale dopo cena con dieci persone all’una di notte. Ci state facendo ridere. Io non so se le ragazze abbiano spaccato le macchine né per quale motivo l’avrebbero fatto. Io non vi spiego niente né in bene né in male”: E le ragazze? Navigando Pazzaglia va in confusione. E abbandona la zavorra. “Va bene hanno rotto le auto. Quella dell’avvocato Gentiloni e quella della regione Friuli Venezia Giulia”. Ma non le conosceva? “Non sono venute con me, ma con un amico. Io le donne non le pago. Erano mingherline, ma non credo fossero transessuali”. Non crede? “Pesavano 30 chili. Anche se vanno di moda i trans, noi siamo ancora per la vecchia scuola. Il nostro è un circolo”. Ieri Pickwick. Oggi Pazzaglia: “Ferrajoli fa le feste che vuole. Non c’erano politici, io non ne frequento. Berlusconi? Ormai Berlusconi è andato”. Andato.