l.i., Il Sole 24 Ore 24/1/2012, 24 gennaio 2012
QUELLA CARTA VISA RIFIUTATA ALLE POSTE
Ieri il signor Mario Rossi ha trascorso buona parte della sua mattina all’ufficio postale di via Lomazzo di Milano. Doveva pagare quattro bollettini Inps, il canone Rai e una bolletta della luce per complessivi 1.600 euro. Allo sportello era convinto di pagare tutto con carta di credito, «anche perché di questi tempi con il contante – spiega al telefono – non puoi fare pagamenti oltre mille euro. Invece all’ufficio postale mi hanno detto di andare a prelevare e pagare in contanti. Così ho fatto e comunque non sono riusciuto a pagare tutto perché il bancomat mi consente di prelevare fino a mille euro». In realtà, se da tempo nei 14mila uffici postali si può ricorrere al postamat e al bancomat, la carta di credito è sconosciuta. Invece, se ci si registra sul sito Poste.it, si può ricorrere a quella Visa, MasterCard e BancoPosta MasterCard fino per pagare dall’Ici al Bollo auto ai bollettini Mav e alle utenze fino a mille euro. Il tutto a fronte di una commissione che va da due euro e fino al 2% dell’importo totale. Ma perché la stessa possibilità non è consentita anche negli uffici postali, proprio dopo aver introdotto limiti al contante? Le Poste sostengono che limiti al contante riguardano solo i pagamenti tra i privati e non tra un privato e un ente pubblico. Eppure chi deve riscuotere una pensione Inps superiore a mille euro proprio in Posta avrà da marzo qualche problema.
«Quello che si vuole evitare - dicono da Poste – è un aggravio di costi per il cliente e si sta lavorando all’apertura anche a carte Visa e MasterCard, evitando di ribaltare i costi sostenuti per tale accettazione sul cliente finale».
Una domanda resta spontanea: perché c’è qualcuno che consente che certe assurdità si verifichino ancora a tutto svantaggio dei cittadini?