Marcello Frisone, Il Sole 24 Ore 24/1/2012, 24 gennaio 2012
ANCHE I CASINÒ VIGILANO SULL’EURO
Oltre a banche e Poste Italiane la lotta alla contraffazione dell’euro passa anche dai casinò. I «gestori del contante», infatti, devono assicurare l’autenticità e l’idoneità di banconote e monete che intendono rimettere in circolazione. Non solo. Il contante falso va subito ritirato e inviato alla Banca d’Italia mentre quello «inidoneo» (magari perché usurato ma non falso), oltre a essere tolto dal circuito, deve essere sostituito con denaro di uguale importo da consegnare al portatore. È una delle novità contenute nel decreto legge «Sulla concorrenza, le liberalizzazioni e le infrastrutture» varato venerdì sera dal Consiglio dei ministri.
Lotta alla falsificazione
L’articolo 97 del decreto legge sulle "liberalizzazioni", in attesa della pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale», modifica un paio di leggi (la 409/2001 e la 286/2006) per attuare alcuni provvedimenti europei. Sono tutte misure ritenute necessarie per la protezione dell’euro contro la falsificazione (le banconote più falsificate nel primo semestre 2011, per esempio, sono quelle da 20 euro, e il primato spetta a Milano con 4.035 banconote da 20 euro sequestrate su un totale di 5.650, si veda la tabella a fianco).
Gestione e distribuzione
I gestori del contante al pubblico (banche, Poste Italiane, intermediari finanziari, cambi valute, commercianti e casinò che partecipano alla gestione e distribuzione di banconote mediante distributori automatici di banconote) devono assicurare l’autenticità e l’idoneità alla circolazione di banconote e «monete metalliche in euro» che intendono rimettere nel circuito economico e provvedono affinché siano individuate quelle false e quelle inidonee alla circolazione. Questi operatori, quando hanno la certezza o un sufficiente motivo di credere che siano false, ritirano dalla circolazione le banconote e le monete metalliche e le trasmettono «senza indugio», rispettivamente, alla Banca d’Italia e all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Banconote e monete inidonee
Per le banconote e le monete «inidonee», ma che non «risultano sospette di falsità», verrà corrisposto il controvalore al portatore. Per i biglietti «danneggiati o mutilati», però, la corresponsione del controvalore è subordinata al rispetto di alcune regole (previste dalla decisione della Bce 2003/4 del 20 marzo 2003) mentre per le monete «deliberatamente alterate o sottoposte a procedimenti aventi il prevedibile effetto di alterarle» non sarà previsto nessun tipo di rimborso.
Le ispezioni di Bankitalia
La Banca d’Italia, stabilisce sempre l’articolo 97, potrà effettuare ispezioni presso i «gestori del contante» e per verificare «il rispetto degli obblighi con riferimento alle banconote in euro» si avvarrà della Guardia di Finanza che potranno chiedere l’esibizione di documenti, nonché prelevare esemplari di banconote che saranno verificate dalla Banca d’Italia.