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 2012  gennaio 24 Martedì calendario

In un anno scovati 7.500 evasori totali – Roma Senza clamori e riflettori, senza blitz fra le nevi ed i mari dei ricchi e famosi, senza controlli in borghese per le vie dello shop­ping durante il periodo dei saldi, la Guardia di Finanza ha scoper­to l’anno scorso 50 miliardi di red­diti non dichiarati e 8 miliardi di Iva evasa

In un anno scovati 7.500 evasori totali – Roma Senza clamori e riflettori, senza blitz fra le nevi ed i mari dei ricchi e famosi, senza controlli in borghese per le vie dello shop­ping durante il periodo dei saldi, la Guardia di Finanza ha scoper­to l’anno scorso 50 miliardi di red­diti non dichiarati e 8 miliardi di Iva evasa. Le Fiamme gialle han­no beccato 7.500 evasori totali, del tutto sconosciuti al fisco: im­prese e lavoratori autonomi che avevano occul­tato redditi per oltre 21 miliar­di di euro. Il re­soconto della Finanza per il 2011, anno in cui governava il Cav anzichè il Prof, dimo­stra che la lotta all’evasione fi­scale non è ap­p annaggio esclusivo di chi ne parla tanto (e spesso agi­sce poco). Tut­t’altro. Il bilancio an­ti- evasione del­l’anno passato è composto da numeri rilevan­ti. Complessivamente sono state denunciate 12 mila persone nel corso delle indagini su frodi e rea­ti fiscali. E nel 96% dei casi i verba­li della Guardia di Finanza sono stati integralmente recepiti dal­l’Agenzia delle Entrate per il suc­cessivo accertamento. C’è anche chi ha alzato subito le mani in se­gno di resa: sono infatti in aumen­to i casi di adesione spontanea ai rilievi mossi dalle Fiamme gialle, con la riscossione immediata de­gli importi. «Grazie alla vicinan­za dei cittadini, ora ci sentiamo meno soli», ha commentato il co­mandante della Finanza, il gene­rale Nino Di Paolo. Ma quali sono i reati fiscali più comuni? Sui 12 mila soggetti de­nunciati, quasi 2 mila avevano emesso o utilizzato fatture false, altrui 2 mila avevano dimentica­to di presentare la dichiarazione dei redditi, e ancora altri 2 mila avevano distrutto o nascosto la contabilità, mentre oltre 400 non avevano versato l’Iva. Sul fronte dell’evasione internazionale, i redditi non di­chiarati e sco­perti ammon­tano a 11 mi­liardi di euro. Nel mirino del­la Finanza, in particolare, i «trasferimenti di comodo» delle residen­ze di società e persone nei pa­radisi fiscali, e lo spostamen­to all’estero di capitali per non pagare le tasse in Italia. Sono stati poi scoperti 2 miliardi di Iva evasa grazie al­le cosiddette «frodi carosello», legate alle ces­sioni intracomunitarie per le qua­li il venditore emette fattura sen­za tuttavia applicare l’Iva: al ter­mine di un giro fra società diver­se, qualcuno si trova con un credi­to Iva fittizio, che però compensa con l’imposta da pagare. Oltre ai 7.500 evasori totali, la Finanza ha «beccato» più di 12.500 lavorato­ri «in nero», 2.500 dei quali sono extracomunitari. Fin qui il bilancio 2011 della Guardia di Finanza, che dimo­stra come la lotta all’evasione si possa fare senza ricorrere alla go­gna, come è invece successo in Grecia dove è stata pubblicata la «lista dei cattivi», 4 mila contri­buenti che devono al fisco elleni­co circa 15 miliardi di euro. Ma altri controlli fiscali sono al­­l’orizzonte, per quei contribuen­ti che hanno dichiarato ricavi o compensi inferiori a quelli pre­sunti dagli studi di settore. Due contribuenti su dieci sono in que­sta situazione. Questo non signifi­ca automaticamente che vi sia stata evasione, perchè molto spesso si tratta di riduzioni del vo­lum­e d’affari dovuto alla crisi eco­nomica. Il tasso di allineamento agli studi di settore è più basso nel Mezzogiorno (in testa le pro­vince dell’Ogliastra, in Sardegna, Matera, Nuoro e Vibo Valentia); all’estremo opposto i contribuen­ti di Liguria e Lombardia con tas­si di allineamento che superano il 90%. Rispetto al 2009, nonostan­te la crisi, il tasso di concruità nel­le dichiarazioni è aumentato di cinque punti percentuali. Va avanti,intanto,anche l’ope­razione di controllo sul rilascio di scontrini e ricevute fiscali. Nello scorso fine settimana nel mirino delle verifiche sul campo è finita la provincia di Firenze. Su 209 controlli eseguiti 81 si sono con­clusi con un verbale per la manca­ta emissione dello scontrino o della ricevuta. Nella sola città di Firenze, su 86 controlli sono state riscontrate 41 irregolarità: in per­centuale il 48%. Nella zona del Valdarno-Val di Sieve, le cose so­no andate peggio con una percen­tuale di irregolarità del 60%.