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 2012  gennaio 24 Martedì calendario

Il Foglio, nelle isole solo in digitale – Meno fondi pubblici ai giornali, meno copie in edicola, più abbonati online

Il Foglio, nelle isole solo in digitale – Meno fondi pubblici ai giornali, meno copie in edicola, più abbonati online. È la scommessa (obbligata) de Il Foglio, diretto da Giuliano Ferrara, che dal 1° febbraio non sarà più distribuito in Sicilia e Sardegna, a eccezione dei mesi estivi, quando la presenza dei villeggianti giustificherà i costi della distribuzione nelle due regioni. «Abbiamo dovuto pensare a forti risparmi per riequilibrare i costi», spiega a ItaliaOggi Michele Buracchio, direttore generale della società editrice del quotidiano. I fondi pubblici destinati all’editoria, nel caso del Foglio «sono un terzo rispetto al passato» e l’ammanco si fa sentire particolarmente sui costi di stampa e distribuzione, ancor più quando si parla delle isole maggiori. Ai lettori di Sicilia e Sardegna non resterà che abbonarsi in forma agevolata all’edizione digitale, che può essere visualizzata su pc, smartphone e tablet. Prezzi scontati, ma solo per chi si abbona a febbraio: 180 euro per un anno anziché 205, 100 euro al posto di 115 per sei mesi e 20 euro per un mese invece di 25. «Forse in extremis riusciremo a coprire le principali città siciliane», auspica Buracchio, anche se il piglio è quello di chi ha deve trasformare le difficoltà in opportunità: «La nostra scommessa è doppia. Non perdere copie, nonostante la restrizione del perimetro (oggi Il Foglio è distribuito in circa 20 mila copie in 23 mila edicole, ndr), e diventare nel giro di due anni un giornale ibrido, che integra veramente carta e web». La base di partenza è costituita da «3 mila lettori paganti (per l’edizione digitale, ndr) e 30 mila utenti unici giornalieri che accedono al sito. Un trend in crescita costante», dice il d.g., che confida molto anche sulla diffusione dei tablet. Eliminare parte della distribuzione e stampa, tuttavia, non ridurrà integralmente i costi: «L’iva sui quotidiani cartacei è al 4%, che scende ancora grazie ad alcuni abbattimenti forfettari. Online, lo stesso prodotto è tassato invece al 21%», ricorda Buracchio. Una tassazione a due velocità su cui il governo potrebbe intervenire, per dare respiro all’intero settore e rilanciarlo in chiave digitale.