Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 24 Martedì calendario

Oggi è normale dare del mafioso a chi si oppone al governo – Si temono (tuona la politica, sia «tecnica» che propriamente detta) «infiltrazioni mafiose» nel movimento siciliano detto «dei forconi»

Oggi è normale dare del mafioso a chi si oppone al governo – Si temono (tuona la politica, sia «tecnica» che propriamente detta) «infiltrazioni mafiose» nel movimento siciliano detto «dei forconi». Sic transit, direbbe la Buonanima. Un tempo (in realtà solo qualche settimana fa, prima delle feste) chiunque avesse suggerito l’esistenza d’un qualsiasi rapporto tra l’Onorata società e i movimenti di protesta sociale avrebbe passato i suoi guai. Lilli Gruber avrebbe sgranato gli occhi incredula, Piazzapulita avrebbe dato la parola «alla ggente» siciliana lanciando uno dei suoi allarmi isterici contro la «destra boia» e Bianca Berlinguer avrebbe stronfiato fuoco dalle froge, come un drago. Oggi è invece perfettamente normale dare del mafioso a chiunque s’opponga all’esecutivo bocconiano. Contadini e pescatori in rivolta contro il Caro Leader? Sono sobillati da Cosa nostra, non v’è dubbio, cara signora. * * * C’è dietro la mafia, date retta a bin Loden, quando la terra trema. * * * «Coltivare le amicizie, un’arte che ignorava, divenne il suo principale interesse. Da bambino l’amicizia gli sembrava un mistero, un rischio, una temerarietà. Da grande capì che l’amicizia, l’essenza dell’amicizia, stava nella viscere e non nel cervello o nel cuore. Tutto si riduceva a un gioco d’interessi reciproci e anche a un certo modo di toccare la gente (toccarla fisicamente, abbracciarla, darle pacche) con sicurezza» (Roberto Bolaño, I dispiaceri del vero poliziotto, Adelphi 2011). * * * Roberto Saviano e Jovanotti (dicesi Jovanotti, dicesi Saviano) siedono uno di fronte all’altro nel salotto delle Invasioni barbariche. Daria Bignardi resta fuori scena per lasciarli liberi di parlare. Non capisco bene che cosa dicono, tengo l’audio basso, leggo Capitan America, ma immagino che dicano cose sublimi, com’è loro costume. Per esempio mi pare che a un certo punto l’uno, o forse l’altro, dica che non sa come «potremo tornare alla politica ora che abbiamo avuto i tecnici e ci sono così piaciuti». È come se si passasero la lingua tra le labbra alla parola «piaciuti», sembra d’ascoltare un discorso tra cannibali. Invece è come se l’uno di fronte all’altro sedessero Dante e Shakespeare, Tom e Jerry, Omero e Catullo, Ciccio e Franco. O meglio: è come se, strizzati nello stesso paio di calzoni, si confrontassero il culo e la camicia. * * * Se davvero lo richiameranno, come spera lui, l’eterno ottimista, aspettiamoci una stagione da paura. Tornerà, dovesse tornare, come tornano in vita le Buonanime: pallido, a tocchi, con occhiaie da viveur (be’, da morteur) e camminando con le braccia tese in avanti, incerto sulle gambe, cercando carne umana per cena. Se ne andrà in giro facendo il trenino con ballerini e ballerine zombie come Michael Jackson nel video di Thriller. Alla politica etica del Caro Leader si sostituiranno le evocazioni dei necromanti e una politica da romanzo gotico: rivoluzioni liberali fantasma, Notti di Valpurga a Palazzo Grazioli, un Halloween parlamentare senza fine. Aiuto. C’è un esorcista in sala? Potrebbero tornare, insieme alla Buonanima ripescata dall’aldilà, anche gli altri cari estinti: Michela Vittoria Brambilla e Franco Frattini, Nitto Francesco Palma, Mara Carfagna e Ignazio La Russa, Gianfranco Rotondi e Giorgia Meloni. No! Subito una treccia d’aglio! Portate le croci! Caricate lo schioppo a palle d’argento! Potrebbero tornare anche Stefania Craxi e Daniela Santanchè! * * * «Liberati dalle tasse occulte», assicura Lui, non la Buonanima ma il Caro Leader, il nostro Pil crescerà del «10 per cento». Diventeremo ricchi a spese dei taxisti, quelle sanguisughe. Saremo felici grazie all’infelicità dei farmacisti. Sarà la scatola nera dell’automobile a registrare la nostra esultanza (mai più incidenti) e a garantirci contro il malocchio. E la cura contro il cancro che la Buonanima ci prometteva entro tre-quattro anni massimo? Avremo anche quella? Vivremo fino a centovent’anni? E il bunga bunga? Quante volte a settimana? Una o due? Ci toccherà pagarlo di tasca nostra? Ce lo passerà la mutua? * * * Uno scarica un film a scrocco, oppure l’ultimo disco di questa o quella band, tutte cose di cui, dovendole pagare o anche soltanto scomodarsi per averle, farebbe tranquillamente a meno, e qui diventa difficile capire che cosa ci perda l’industria che detiene il copyright intellettuale o che cosa ci guadagni lo scroccone. Sono anch’io contro l’oscuramento dei siti di peer-to-peer, nei quali la gente si scambia file d’ogni genere e tipo, compresi quelli protetti da copyright, visto che così va il mondo e che la tecnologia lo consente. Per fermare il peer-to-peer, se fosse lecito farlo, e non lo è, c’è un solo modo: mettere il bavaglio (anzi, la cintura di castità) alla tecnologia, fermare il mondo. * * * «Alienarsi dal Collettivo è sempre un dovere/ogni Stato è la Bestia che è Estraniamento di sé» (W.H. Auden, Shorts, Adelphi 1995). * * * Diego Della Valle, generoso come sempre, offre 25 milioni di euro per il restauro del Colosseo. Che dopo la ristrutturazione si chiamerà Dellavalleo e avrà la forma di un’immensa scarpa scamosciata.