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 2012  gennaio 24 Martedì calendario

Il miracolo del cardinale: è sempre su twitter senza toccare il computer – «Non ha nemmeno un computer nel suo ufficio e scrive ancora tutto a penna»

Il miracolo del cardinale: è sempre su twitter senza toccare il computer – «Non ha nemmeno un computer nel suo ufficio e scrive ancora tutto a penna». Eh sì prima o poi succede che a qualche persona di fiducia scappi di dire la semplice verità (che non è maldicenza). Tuttavia, se è veramente così, allora cambia parecchio l’immagine cucita addosso a Gianfranco Ravasi da giornali e tv: «Il cardinale mediatico», «il cardinale più social del momento», «il veterano dei social network»; il primo sostenitore delle twittomelie, come egli stesso da ultimo ha cinguettato. Sì, perché, un conto è far credere che a gestire l’account twitter di Ravasi, così come i suoi interventi sui blog, sia lui in persona, un altro è scoprire che, come avviene per molte twitstar della politica o dello spettacolo, ci pensa un ufficio stampa. Merito del cardinale è quello di avvalersi del giovane britannico Richard Rouse. Una forte padronanza del mezzo da buon nativo digitale e spiccato profilo internazionale. Scelta comunicativa azzeccatissima, almeno a giudicare dai peana che sono stati intonati. Un cavallo di battaglia che Ravasi sembra non voler più mollare: sull’ultimo numero dell’Espresso sigla un pezzo intitolato: «Anche Gesù userebbe twitter». Tutto bene, per carità. Basterebbe, però, dirla tutta. Farlo capire nel corso di una delle innumerevoli interviste che gli sono state dedicate su quotidiani, settimanali o tg. O lasciarlo intendere nell’ambito di una delle rubriche giornalistiche curate personalmente. Risulterebbe, così, più chiaro a tutti che neanche un anziano prelato con una marcia in più può fare miracoli sul web. Spiegare che i contenuti più delicati hanno il suo nihil obstat. Dire finalmente che il presidente del Pontificio consiglio per la Cultura del Vaticano (ossia: «Sua Eminenza Reverendissima il cardinale Gianfranco Ravasi. Grande biblista, teologo, ebraista e archeologo. Papabile, secondo non pochi osservatori», come ha fatto sapere la laica Repubblica quando ha affrontato con tono sommesso l’argomento) dà spazio a un addetto stampa giovane e bravo, suo alter ego virtuale. Non è mica poco.