Luca Bernardo, Libero 24/1/2012, 24 gennaio 2012
I MALATI DI CELIACHIA ASPETTANO IL VACCINO MA LA STRADA È LUNGA
La malattia celiaca è un’enteropatia autoimmune, caratterizzata da infiammazione cronica della mucosa del piccolo intestino e dalla presenza di autoanticorpi tipici; essa si manifesta in individui geneticamente predisposti in seguito al contatto della mucosa intestinale con il glutine in un’età di comparsa compresa tra l’infanzia e l’età adulta. Individui non trattati per tale patologia sono a rischio di sviluppare osteoporosi e linfomi intestinali: per tale motivo è importante la diagnosi precoce, oggi possibile dosando nel sangue gli autoanticorpi specifici per la celiachia con un semplice prelievo ematico, come dice la dottoressa Zenia Pirone. Il trattamento consiste nella dieta priva di glutine, con conseguente risoluzione della sintomatologia e quasi completo annullamento dei rischi annessi alla malattia.
La Celiachia è attualmente considerata una malattia sistemica autoimmune che si manifesta principalmente come un’enteropatia cronica e che colpisce pazienti di tutte le età. Caratterizzata istologicamente da uno stato di infiammazione cronica della mucosa del piccolo intestino e dalla presenza di anticorpi essenzialmente contro la frazione gliadinica del glutine, essa si manifesta in soggetti geneticamente predisposti.
Dal punto di vista clinico, negli ultimi quindici anni, grazie a una maggiore tempestività della diagnosi in età pediatrica e grazie alla valorizzazione dei sintomi sfumati propri dell’adolescenza e dell’età adulta,abbiamo assistito a una evidente modificazione nella modalità di presentazione della malattia; il classico quadro del bambino con diarrea cronica e addome prominente è diventato più raro, lasciando posto a una molteplicità di presentazioni cliniche sfumate, atipiche.
Nel paziente pediatrico, nella sua forma “tipica”, la celiachia si manifesta verso la fine del primo anno di vita, dopo pochi mesi dall’introduzione del Glutine nella dieta con lo svezzamento. Sintomi caratteristici sono la diarrea con feci semiliquide, abbondanti e lucide; possono esserci anche dolori addominali, vomito intermittente e la crescita è, solitamente, rallentata, con perdita di peso e anemia carenziale. Già durante l’età scolare, ma soprattutto durante l’adolescenza, la malattia celiaca si manifesta con sintomi modesti, spesso senza diarrea e con il coinvolgimento di organi diversi dall’intestino.
Due condizioni identificate abbastanza recentemente sono: la celiachia silente e la celiachia latente. La prima è caratterizzata da lesioni della mucosa intestinale tipiche della celiachia in assenza di sintomatologia clinica: il 10-15%dei parenti di primo grado asintomatici di soggetti con celiachia presenta una mucosa intestinale atrofica; nella forma latente soggetti con mucosa normale a dieta contenente glutine, in un momento successivo della loro vita presenteranno sintomi e atrofia della mucosa intestinale, glutine dipendente.
Il trattamento di elezione per la malattia celiaca è l’aderenza a vita a una dieta priva di glutine e quindi dei cereali che ne sono fonte.
Al momento non c’è un farmaco alternativo e/o integrativo a una dieta priva di glutine utilizzabili nella pratica clinica. Sono tuttavia in corso degli studi clinici in atto per la sperimentazione di terapie alternative, tra cui quelli che utilizzano enzimi batterici per completare la digestione del glutine o farmaci per bloccare la permeabilità intestinale (larazotide).
Il vaccino anche se si tratta di una possibilità definitiva, è l’approccio tecnicamente più complesso. Siamo alle primissime fasi di un cammino lungo che molto probabilmente necessita ancora di molti anni per esser sviluppato e di stabilire una strategia valida che possa curare la celiachia anche in soggetti che hanno già la malattia.
Luca Bernardo (Direttore Dipartimento Materno Infantile A.O. Fatebenefratelli e Oftalmico Milano)