Marco Mobili, Giovanni Parente Il Sole 24 Ore 23/1/2012, 23 gennaio 2012
ECCO IL CERVELLONE CHE INSEGUE E SVELA CHI EVADE LE TASSE
Un giorno intero nel fortino del Fisco, dove si dà la caccia agli evasori. Il Sole 24 Ore ha visto per i suoi lettori come funziona l’incrocio dei dati per scovare chi dichiara poco o nulla. Un giorno a fianco dei funzionari dell’agenzia delle Entrate per capire i segreti dei programmi che elaborano e utilizzano 400 milioni di informazioni sui contribuenti italiani. Programmi da cui nascono e in cui confluiscono le indicazioni per i controlli come quelli effettuati a Cortina a fine 2011.
Sono venti cervelloni collegati tra di loro che consentono con pochi click di sapere la storia recente e il passato davanti al Fisco. Benvenuti nell’era della lotta all’evasione «3.0», che fa dell’incrocio delle informazioni e dell’analisi del rischio le parole d’ordine per stanare i metodi sempre più sofistiscati dietro cui si nasconde chi non dichiara quanto dovrebbe al fisco. Serpico (Servizi per i contribuenti) ma anche Apple (Applicazione per la lotta all’evasione), Pandora (finalizzato a contrastare l’evasione totale e l’impiego di lavoro nero da parte di imprese che hanno eseguito ristrutturazioni edilizie), Radar (Ricerca e analisi decisionale per l’accertamento dei redditi) con tutte le sue declinazioni, dagli studi di settore alle imprese di medie dimensioni. Nomi e target diversi per il grande occhio informatico con cui l’agenzia delle Entrate vede sempre in più in tempo reale la posizione dei contribuenti italiani.
La porta d’accesso alle informazioni sui redditi, i patrimoni, le principali voci di spesa “censite” - dagli immobili alle auto - ma anche gli investimenti effettuati verso l’estero e, a partire dai prossimi giorni, anche un quadro ancora più definito sui movimenti relativi ai conti correnti bancari. Informazioni che diventano valore aggiunto proprio grazie alla possibilità di incrocio che consente di far emergere le anomalie e indirizzare poi i controlli ed eventualmente gli accertamenti. Ma la novità che potrebbe contribuire a dare un quadro ancora più definito è l’allargamento alla famiglia fiscale. Di fatto, Serpico si prepara ad associare il database di ciascun contribuente a quelli di tutti i suoi familiari. Un aggiornamento necessario per far girare il nuovo redditometro (allo stato attuale ancora in sperimentazione) costruito nel tentativo di pesare in modo il più possibile vicino alla realtà la composizione del nucleo familiare.
Le fonti
Ma quali sono i canali attraverso cui arrivano le informazioni? Il software attinge direttamente all’Anagrafe tributaria. Quindi i suoi fornitori sono i più disparati: non solo le dichiarazioni dei redditi (Unico, Iva, 730, 770, Irap) ma anche tutte le comunicazioni introdotte più o meno recentemente (Intrastat, black list e fra poco anche lo spesometro) e che, in gran parte degli altri Paesi, non sono richieste ai soggetti interessati. I flussi, però, arrivano anche dalle registrazioni degli atti o dai gestori delle utenze domestiche (i nuovi contratti di fornitura stipulati), compagnie assicurative, leasing, Comuni, enti previdenziali. Fra breve, una convenzione con le Camere di commercio consentirà anche di ottenere un report settimanale sulle modifiche della composizione azionaria delle società italiane. E non è tutto perché nel prossimo futuro potrebbero arrivare anche tutti i dati dei bonifici bancari. Informazioni che, però, devono avere un "bollino" di qualità. Al loro arrivo passano, infatti, per un filtro: un meccanismo che ne verifica l’attendibilità. Se ci sono incongruenze o inesattezze incorreggibili, quel dato o per meglio dire quel pacchetto di dati viene scartato. Una cernita indispensabile perché un input di partenza errato può compromettere l’analisi del rischio-evasione del contribuente, portando poi i controlli a risultati poco attendibili. Del resto, proprio questa è uno delle medaglie conquistate sul campo dall’Agenzia negli ultimi anni (oltre ad aver allungato le leve del recupero del non dichiarato): il 96% dei controlli ha portato a un esito positivo nel 2010, secondo quanto riporta l’ultima relazione dell’Economia al Parlamento sulla lotta all’evasione.
Gli spunti
L’accesso a Serpico e ai suoi "fratelli" da parte degli 007 del Fisco non è mai casuale. Anche per garantire la tracciabilità e la trasparenza nell’utilizzo dei dati ultra-sensibili dei contribuenti italiani, ogni ingresso dei funzionari delle Entrate è identificato e registrato. Un modo questo per evitare anche duplicazioni di interrogazioni sullo stesso soggetto, su cui magari sta già indagando la Guardia di finanza. Così i “prescelti” che possono operare sulla piattaforma del grande occhio informatico hanno una password che permette loro di approfondire situazioni già in qualche modo preselezionate. Ad esempio, l’innesco può nascere dalle liste di anomalie fiscali del redditometro o anche da segnalazioni (ne arrivano a centinaia negli uffici locali dell’Agenzia), che naturalmente vanno approfondite per verificarne l’attendibilità. La porta d’ingresso all’universo tributario di un contribuente italiano è il suo codice fiscale. Dopo averlo inserito nella schermata iniziale, il Fisco ha a disposizione le dichiarazioni presentate dal 1997 al 2010: basta un semplice click allo 007 autorizzato per vedere se ci sono solo redditi da lavoro dipendente o se un autonomo ha presentato per un anno d’imposta la dichiarazione Irap o meno. O può ricostruire l’identikit delle agevolazioni che ha chiesto e ottenuto: ne sono catalogate circa una trentina nella schermata.
Questa ricchezza di indicatori consente di affinare sempre più le vie per marcare i soggetti a rischio. Un esempio? I dati delle dichiarazioni presentate dai sostituti d’imposta mostrano tutte le prestazioni pagate a consulenti o autonomi. Ma se questi non dichiarano i compensi nei loro Unico l’incrocio delinea situazioni di potenziale evasione. Ecco cosa succede ogni giorno nel fortino del Fisco dove l’obiettivo è quello di puntare in modo più preciso al bersaglio dopo un’attenta analisi del rischio.