Fosca Bincher, Libero 21/1/2012, 21 gennaio 2012
UN MILIONE ALLA BUTTIGLIONE: PAGA MASI
Alla fine la pena è più mite di quella che era stata immaginata. La Corte dei Conti ha condannato l’ex direttore generale della Rai, Mauro Masi, a risarcire 100 mila euro all’azienda per le maxi-liquidazioni date nel 2009 ad Angela Buttiglione, giornalista Rai di lungo corso e sorella del presidente Udc Rocco Buttiglione e a Marcello Del Bosco, giornalista anche lui prima dell’Unità e poi della Rai dove ha compiuto gran parte della sua carriera. Entrambi sono stati sostituiti durante il 2009 dagli incarichi che ricoprivano: il 3 agosto Del Bosco (che oggi è condirettore de Il Riformista) fu sostituito alla direzione di Radio Rai e il primo ottobre la Buttiglione perse la guida della Tgr, la Testata giornalistica regionale. Entrambi erano assai vicini alla pensione: la Buttiglione è del 1945 e si sarebbe congedata dall’azienda l’anno successivo. Del Bosco è un po’più giovane (classe 1946), e quando è stato sollevato dall’incarico aveva 63 anni e 42 di contributi, essendo diventato giornalista professionista a soli 21 anni. Nonostante la sostituzione così vicina all’età pensionabile, per evitare iniziative legali dei due, Masi e il direttore del personale Luciano Flussi trattarono con entrambi una buonuscita sostanziosa che mettesse al riparo l’azienda da qualsiasi tipo di causa. Alla Buttiglione fu concesso uno scivolo di 935 mila euro e a Del Bosco uno da 695 mila euro. Oltre a queste somme fu corrisposto a termini di legge il Tfr dovuto ad entrambi oltre alla parte contributiva fino al termine del rapporto. In quelle due somme furono calcolati due importi rilevanti per pagare un patto di non concorrenza con la Rai che vista l’età dei protagonisti è apparso singolare alla Corte dei Conti. Alla Buttiglione a questo titolo sono stati corrisposti 420 mila euro e a Del Bosco altri 260 mila. Per la procura contabile entrambe le somme sarebbero state del tutto irrazionali e rappresentavano un danno erariale che la Rai avrebbe dovuto recuperare da chi firmò. La richiesta è stata quindi di un risarcimento da 680 mila euro, che certamente deve avere fatto tremare Masi. Il collegio della sezione giurisdizionale per il Lazio della magistratura contabile, presieduto da Ivan De Musso che è stato anche relatore della causa, ha depositato lo scorso 10 gennaio in cancelleria una decisione assai più mite per l’ex direttore generale della Rai: 100 mila euro da restituire all’azienda. La somma è stata certosinamente calcolata dai magistrati sulla base della documentazione fornita dalla direzione del personale di viale Mazzini. E si è provato a immaginare che cosa avrebbero al massimo potuto ottenere i due facendo causa per ingiusta rimozione all’azienda. Si è scoperto così che la liquidazione a Del Bosco è stata inferiore di almeno 134 mila euro dal danno che la Rai avrebbe avuto con un’azione legale. La buonuscita alla Buttiglione è stata troppo generosa, di 353 mila euro rispetto alla media degli importi ottenibili in causa, e comunque di 142 mila euro anche rispetto alla peggiore delle eventualità. Sottratto il risparmio ottenuto con Del Bosco, e stigmatizzato il trattamento di assoluto favore alla Buttiglione, la Corte ha scelto di optare per un risarcimento pari alla media fra il danno massimo e quello minimo provocato all’azienda.
Fosca Bincher