Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 23 Lunedì calendario

Contrordine ragazze il corredo è indispensabile - Ricami con motivi di fiori e farfalle, bighe guidate da amorini, veneri sopra gigantesche conchiglie

Contrordine ragazze il corredo è indispensabile - Ricami con motivi di fiori e farfalle, bighe guidate da amorini, veneri sopra gigantesche conchiglie. Di corredi così forse non ne vedremo più, non c’è più nessuna signora disposta a ricamarli né a stirarli. Ma il vento della controtendenza soffia sempre capriccioso, perciò accanto alle lenzuola con gli angoli, alle tovaglie non-stiro, lavabili anche con una spugna e il Cif, ritornano le coperte all’uncinetto, i merletti, i pizzi della nonna. Colpa (o merito) di Dolce&Gabbana che nel 2010 hanno rilanciato la nostalgia per i ricami siciliani ’7-800 su abiti e camicie, merito (o colpa) di un’economia che rallenta e riconsidera il passato recente ribattezzato vintage. La biancheria dei vecchi corredi va a ruba nei mercatini e su e-Bay: i prezzi sono buoni, la qualità ottima. Gli atelier che non hanno mai messo di trattare merletti e tessuti preziosi lavorano bene. «Certo», spiega Lucia Caponi, marchio fiorentino, famoso per essere entrato nelle case dei Getty, dei Rothschild, di Madonna, «ci siamo un po’ modernizzati anche noi. Più raso di cotone e meno lino, complicato da stirare, ricami semplici, vestaglie foderate di satin, spugne morbidissime. Tessuti scelti, non dieci anni prima del matrimonio, ma quando la casa è quasi pronta, per abbinarli ai colori delle camere. Letti habillé: vanno moltissimo. Nel nostro mercato non c’è flessione. E aumenta la voglia di cose che durano». Come dire: non lavoriamo soltanto per Carolina di Monaco o Paola del Belgio. Così in questi giorni di fine gennaio, che mantengono il nome tradizionale di Fiera del Bianco, è caccia alle occasioni, soprattutto da parte delle coppie che si sposeranno tra maggio e ottobre e credono nel futuro, compatibilmente con l’annunciata fine nel mondo. Il corredo è diventato snello, ma si torna alla tovaglia importante e si cede alle tentazioni romantiche come il copriletto con gli angeli o bordato di pizzo di Burano (anche negli outlet, o con sconti last minute). La biancheria per la casa «tiene» più della moda fast fashion, la lingerie chic (da corredo, appunto) ha un’impennata dell’8 per cento. Camicie da notte con trine applicate, corsetti, vestaglie seducenti con le iniziali cucite al telaio. Martina Brevi, arredatrice (si divide tra Milano e Londra) setaccia i paesi del sud alla ricerca di brave ricamatrici: «C’è stato un momento in cui queste capacità femminili sono state messe da parte. Sbagliato: l’artigianato può dare un futuro. Gli inglesi sono orgogliosi della loro Royal School of Needlework, perché da noi non c’è niente del genere? Però la percezione della qualità sta cambiando. Prima piacevano gli straccetti di cotone stampato, ci sembravano moderni e divertenti, adesso non più». Sembra averlo capito anche la catena di supermercati Esselunga che permette ai clienti di conquistare con i punti-spesa le tovaglie di Pratesi, altro brand ben noto a rockstar e principi sauditi. Poi c’è chi bussa alla porta dei conventi. Al monastero di santa Caterina a Macerata, famoso per il suo laboratorio di ricamo, si arriva con il passaparola e ci si mette in coda. Il messaggio filtra anche attraverso le soap: «Centovetrine» ha dato visibilità alle tovaglie della Tessitura Pardi di Giano dell’Umbria. La stoffa a spighe vista sulle damigelle al matrimonio di Letizia Ortiz con il principe Felipe di Borbone era la loro. Non tutti hanno ambizioni e possibilità regali, ovvio, ma una bella trapunta (da tremila euro in su) sfida il traguardo delle nozze d’argento. Oppure, è questo il rischio, sopravvive al matrimonio.