MARK FRANCHETTI*, La Stampa 23/1/2012, 23 gennaio 2012
Putin, un vincitore fragile - Sulla Rete russa gira un nuovo divertente filmato (ispirato a «Il Dittatore», il nuovo film di Sasha BaronCohen, non ancora uscito), dedicato alle elezioni presidenziali di marzo, che Vladimir Vladimirovich Putin vincerà, restando così al potere per almeno altri sei anni
Putin, un vincitore fragile - Sulla Rete russa gira un nuovo divertente filmato (ispirato a «Il Dittatore», il nuovo film di Sasha BaronCohen, non ancora uscito), dedicato alle elezioni presidenziali di marzo, che Vladimir Vladimirovich Putin vincerà, restando così al potere per almeno altri sei anni. Mostra le figure caricaturali di Putin e degli altri candidati, pronti a scattare su una pista per correre i centro metri. «Pronti! Atten...», grida l’arbitro, ma Putin scatta per primo lasciando i suoi concorrenti confusi, alle spalle. Quando guadagna un evidente vantaggio Putin dà il segnale di partenza con la pistola e anche gli altri si mettono a correre. Ma Putin si gira e spara ancora, colpendo i due candidati più vicini a lui. Dopo, smette di correre e cammina, tranquillo. Per rendergli il tutto ancora più facile, il capo della Commissione elettorale centrale gli viene incontro con il nastro di arrivo, per accorciare la distanza. Ovvio vincitore, Putin si gira verso la telecamera, sorride e strizza l’occhio (http://www.youtube.com/watch?v=S32iZF-LR8c). Dopo dodici anni al potere, di cui otto da presidente e quattro da primo ministro, Putin si prepara a tornare al Cremlino, ma nel frattempo è costretto ad affrontare un dilemma. Dopo le elezioni parlamentari di dicembre, inquinate da diffusi brogli a favore del partito al governo, Mosca ha assistito alle due più grandi manifestazioni anti-Cremlino degli ultimi due decenni. Pur restando indiscutibilmente il più popolare politico russo, Putin secondo gli ultimi sondaggi rischia di non vincere con il 50% dei voti al primo turno, e di essere costretto al ballottaggio. Uno scenario simile sarebbe prova di elezioni libere e oneste e lo legittimerebbe come presidente. Ma se Putin, che i suoi sostenitori spesso dipingono quasi come un semidio, vede un secondo turno come un’umiliazione politica, il sistema di potere che ha costruito potrebbe essere tentato di manipolare le elezioni per vincere al primo turno. E ogni frode elettorale porterà in piazza ancora più gente che protesta. In diversi si aspettano altri brogli, ma molti credono che se le elezioni di dicembre scorso sono state definite come le più sporche della storia della Russia postsovietica, quelle di marzo potrebbero diventare le più oneste. E questo offre una misura dell’impatto che le massicce manifestazioni - animate soprattutto da moscoviti del ceto medio, con un alto livello di istruzione e l’abitudine di usare Internet, che scendono in piazza per la prima volta nella loro vita - stanno avendo sul Paese. I discorsi di una «rivoluzione slava» e i paragoni con i primi giorni della primavera araba sono fuorvianti, ma senza dubbio in Russia sono in corso cambiamenti importanti. Con una svolta improvvisa, il Cremlino ha acconsentito a ripristinare gradualmente le elezioni regionali dirette, che Putin aveva abolito nel 2004 insistendo più volte che non sarebbe tornato indietro. All’improvviso, la televisione di Stato, talmente controllata dal Cremlino da ricordare certe volte la propaganda sovietica, ha permesso ad alcuni dei più accaniti critici di Putin di tornare in onda, dopo molti anni di esilio. E’ altrettanto significativo il fatto che ora i telegiornali fanno reportage sulle manifestazioni. Per non parlare del fatto sorprendente che il Cremlino abbia concesso il permesso ufficiale per manifestare - il terzo raduno è previsto sabato 4 febbraio - ordinando inoltre alla polizia di non ricorrere alla violenza. Putin, che ha alternativamente parlato bene dei manifestanti e li ha derisi, qualche giorno fa per la prima volta ha detto di essere pronto a incontrare e iniziare un dialogo con i principali esponenti della protesta. Intanto, i critici del Cremlino che godono del maggior rispetto della società per la loro forte posizione civica hanno formato un gruppo chiamato “Lega degli elettori”. E’ un movimento che include giornalisti, scrittori, una rock star e diversi attivisti, e che si pone come obiettivo di garantire elezioni oneste. Tra i suoi membri ci sono Leonid Parfyonov, il più popolare giornalista televisivo russo, il cui programma più famoso era stato chiuso dal Cremlino anni fa e che ultimamente e diventato un critico esplicito e caustico della mancanza di libertà di stampa. C’è Boris Akunin, popolarissimo scrittore di romanzi storici, che come Parfynov ha parlato alle manifestazioni a decine di migliaia di persone. C’è Olga Romanova, un’altra nota giornalista televisiva, che è riuscita a dimostrare in una battaglia clamorosa che suo marito, un imprenditore, era stato incarcerato da una giustizia corrotta sulla base di accuse false. Condannato a otto anni, dopo tre anni è riuscito a tornare libero. Infine, come notevole esempio di come la società civile stia prendendo posizione contro il potere, c’è Piotyr Shkumatov, 32enne esperto di Internet marketing e ora uno degli esponenti più in vista di un gruppo di pressione che fa campagna per togliere le sirene blu dalle auto dei burocrati, che sfrecciano impunemente causando numerosi terribili incidenti. «Questo è l’inizio di qualcosa che non farà che crescere. E’ impossibile fermarlo, schiacciarlo o soffocarlo perché è il vento del cambiamento», dice Shkumatov, che ha già pagato il suo impegno civile con il lavoro, le minacce di ritorsione fisica e anche con il matrimonio, in quanto sua moglie non condivideva il suo altruismo che non sfama i figli. Più di un milione di russi ogni mese leggono il blog di Alexei Navalny, un avvocato anti-corruzione diventato il volto non ufficiale del movimento di protesta. «Non sono una persona particolarmente aggressiva, ma questi burocrati corrotti devono venire incarcerati e questo sistema marcio smantellato», mi ha detto qualche giorno fa. «E se l’unico modo per ottenerlo è prendere d’assalto il Cremlino, così sarà». Più di ogni altro strumento, è Internet a dare potere alla nuova generazione di russi, alimentando il loro giovane sentimento civico e politico. E’ un mondo che Putin - che usa raramente il computer o Internet, che una volta ha descritto come fatto per metà di pornografia - fa fatica a comprendere. Le proteste l’hanno colto di sorpresa, dicono quelli che lo conoscono. Soprattutto lo lasciano perplesso: «Onestamente non penso che Putin capisca quelli in piazza», dice una fonte. «Appartiene a un’altra generazione che non coglie il mondo di Internet, ma anche perché quando guarda la classe media che protesta si dice: cosa vogliono, con me sono stati bene, non li ho mai repressi gli ho permesso di fare soldi, qual è il loro problema?». Putin probabilmente sente, ma non capisce la protesta. Ma c’è sicuramente un dato di fatto che Putin, un leader che per anni è stato in sintonia con la maggioranza del suo popolo, capisce bene. Un’elezione che assomigli alla corsa sui 100 metri nel filmato che circola nella Rete russa porterà ancora più gente in piazza. Come recita uno degli slogan più fotografati alle prime due manifestazioni, «non avete la piu pallida idea di cosa siamo capaci».