Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 23 Lunedì calendario

LO STUDIO CARITAS/MIGRANTES: IMBARCATE 9500 PERSONE

Quanti sono gli stranieri imbarcati? Una fotografia arriva dal viaggio-studio sulle migrazioni asiatiche del Dossier immigrazione Caritas/ Migrantes, chiuso due giorni fa a Manila e i cui dati sono stati rilanciati dal Sir, l’agenzia della Cei. Le cifre indicano che i marittimi stranieri imbarcati sulle navi italiane sono 9.500: il 34,6% dei 27.450 posti di lavoro nella flotta italiana. Secondo la Fit-Cisl, i marittimi stranieri costituiscono l’80% degli equipaggi o del settore alberghiero delle navi da crociera. A livello mondiale, dalle Filippine, ad esempio, arrivano 350mila persone: è la nazionalità più rappresentata (1/6 del totale) su oltre 2.200.000 marittimi nel mondo. Anche sulla Costa Concordia c’erano 296 filippini, di cui 120 membri dell’equipaggio; gli altri lavoravano nell’hotel della nave. Tutti si sono salvati e sono già rientrati in patria. In Italia ci sono circa 1.500 navi, l’1,7% del totale mondiale (dati 2009). Tra le 458 navi-passeggeri, 21 sono navi da crociera, 81 aliscafi e catamarani, 219 traghetti e 137 di altro tipo. L’assunzione di stranieri è subordinata al rilascio di un visto su richiesta dell’armatore. Chi è imbarcato su una nave italiana, a prescindere dalla nazionalità, deve essere assicurato all’Inps. Nel 2007 l’Ufficio della pastorale marittima della Fondazione Migrantes denunciava che tra il 10% e il 15% dei marittimi imbarcati nella flotta mondiale lavorava in condizioni di grave schiavitù: carenza degli standard di sicurezza, eccessiva lunghezza degli orari di lavoro e salar inadeguati.