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 2012  gennaio 23 Lunedì calendario

Quando il miglior amico è proprio il tuo (ex) peggior nemico - Chi trova un «nemico» trova un tesoro

Quando il miglior amico è proprio il tuo (ex) peggior nemico - Chi trova un «nemico» trova un tesoro. Magari a qualche anno di distanza. Succede nello sport, nella musica e perfino nell’arte. Nel tennis, ad esempio, Borg e McEnroe si sono trasformati da nemici per le palle ad amici per la pelle.È l’incredibile-ma vero-de­stino che accomuna questi due grandi campioni mondiale: quel discolo tutto fuoco di John McEn­roe e quel secchione tutto ghiac­cio di Bjorn Borg. Quanto di più di­verso, sul campo e nella vita. Ma tra i due oggi è scoppiata una sin­cera amicizia. Beh, «sincera» fino a un certo punto, visto che in ballo ci sono tanti bei soldini. John e Bjorg hanno infatti lan­ciato sul mercato dell’intimo ma­schile 4 slip «impreziositi»da dise­gni e colori che richiamano lo stes­so abbigliamento indossato dalla coppia durante la partita più me­morabile della storia del tennis, giocata a Wimbledon nel giugno del 1980: cinque interminabili set e un tie break al quarto set, vinto dall’americano per 18 a 16, men­tre lo svedese era in vantaggio 2 set a 1. Bene, ora righe e fantasie cromatiche dei completini sfog­giat­i da Borg e McEnroe in quel mi­tico match sono state trasferite su­gli slip autografati dai campioni. Che oggi giurano: «Non c’è mai sta­to odio tra di noi, piuttosto rispet­to reciproco ». Pare che a fare il pri­mo passo sia stato lo svedese, con­vincendo subito l’americano schiacciandogli sul portafoglio un assegno dalla potenza di uno smash; John, sulle prime, ha ten­tennato pensando a uno scherzo («You can not be serious»), ma poi è stato ben felice di calarsi le bra­ghe. La sua ritrovata amicizia con Bjorn durerà a lungo? Almeno quanto la durata del contratto mu­tandaro. Decisamente più vera (e com­movente) risulta invece l’amici­zia n­ata tra due altri grandi ex anta­gonisti dello sport mondiale: l’it­a­liano Nino Benvenuti e lo statuni­tense Emile Griffith. Due immen­si «nemici» che, in carriera, dette­ro vita a una «trilogia» di sfide en­trate nella leggenda del pugilato. Ma l’«uomo»Benvenuti la sua vit­toria più bella l’ha conquistata ora sul ring della solidarietà, aiu­tan­do il suo vecchio avversario or­mai sul lastrico e malato di Alzhai­mer. «Ho sempre pensato che se non ci fosse stato Emile non ci sa­rei stato nemmeno io- ha dichiara­to Nino, 72 anni portati meravi­gliosamente- . Vengo a sapere che è in gravi difficoltà economiche, vive con un sussidio dei servizi so­ciali che serve per mangiare e pa­gare l’affitto, ma non basta a com­prare le medicine. Dovevo fare qualcosa. Siamo diventati amici dopo l’ultimo dei tre nostri incon­tri del marzo 1968. Sono stato a tro­varlo a New York, a Natale, il perio­do in cui si soffre di più se le cose non vanno bene. Per raccontare le emozioni che ho provato non basterebbe l’intero giornale. Tor­nato in Italia ho pensato di orga­nizzare qualcosa che permettes­se ad Emile di avere una vecchiaia tranquilla. Credo che con la rispo­sta che ho avuto dai tanti sportivi italiani, potrò istituire un vitalizio che gli permetterà di affrontare il futuro serenamente». Ma Benvenuti è stato anche un «fraterno amico di un altro suo «nemico» di guantoni, l’argenti­no, Carlos Monzon: «Lui mise fine alla mia carriera ed è stato il gran­de campione che mi ha battuto. Quando era in carcere vicino Bue­nos Aires accusato di aver ucciso la moglie, sono andato a trovarlo. E ho anche portato a spalla la sua bara al cimitero». Difficile trovare invece sodalizi disinteressati nel mondo della musica. Concorrenza spietata e business milionari non rappre­sentano infatti i terreni ideali per radicare solide amicizie. Eppure qualche eccezione c’è. Madonna e Britney Spears, ad esempio, in passato si tenevano cordialmente sullo stomaco (come il 99,9% del­le rockstar), ma poi tra le due è scoppiato l’«amore»che le ha por­tate anche a collaborare sul piano discografico. Stesso ritornello anche nel cam­po dell’arte dove, più che l’amici­zia, a dominare è l’invidia recipro­ca. Lo stesso sentimento che carat­terizzava negli anni ’60 i rapporti tra le«prime donne»dell’arte pop italiana (la cosiddetta «Scuola di Piazza del Popolo»): Mario Schifa­no, Giosetta Fioroni, Tano Festa e Franco Angeli si ritrovavano tutti insieme al «Caffè Rosati», ma solo per sparlare l’uno dell’altro. Poi ­soprattutto Schifano e Angeli- ca­pirono che forse era più conve­niente smettere di farsi la guerra e dipingere insieme. E così la cop­pia cominciò a fare un sacco di sol­di. Quando si dice un’amicizia di­sinteressata.