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 2012  gennaio 24 Martedì calendario

Destino delle liberalizzazioni è di non essere mai definitive. Per quanto diano risultati positivi, c’è sempre qualcuno che non sopporta di vedere imprese, lavoratori e consumatori scegliere, che ritiene di saperla più lunga e quindi vuole dettare regole

Destino delle liberalizzazioni è di non essere mai definitive. Per quanto diano risultati positivi, c’è sempre qualcuno che non sopporta di vedere imprese, lavoratori e consumatori scegliere, che ritiene di saperla più lunga e quindi vuole dettare regole. Succede, per esempio, in questi giorni nel Nord Reno-Westfalia, il land più popolato della Germania. Nel 2006, il parlamento locale — che governa su quasi 18 milioni di tedeschi, comprese città come Düsseldorf, Colonia, Duisburg, Essen — liberalizzò gli orari del commercio al dettaglio. Con il risultato che oggi grandi catene di supermercati ma anche piccoli negozi stanno aperti fino alle 22 e spesso fino alle 24 dal lunedì al sabato. Succede però che il nuovo governo del land tra socialdemocratici e verdi, eletto nel 2010, ha ora presentato un’iniziativa di legge per reintrodurre limiti alle aperture, sicuramente prima delle 10 di sera e anche prima delle 20 al sabato. Le grandi imprese di distribuzione hanno dunque iniziato una campagna di opposizione alle nuove restrizioni. Alain Caparros, numero uno del gigante Rwe, ha detto che le aperture serali hanno aumentato il fatturato del gruppo di oltre il 10% e creato duemila posti di lavoro solo nel Nord Reno-Westfalia, posti che con i nuovi limiti se ne andranno. E che ancora di più se ne perderanno se altri länder dovessero seguire l’esempio. La Centrale dei consumatori, per una volta, si è detta d’accordo con la grande distribuzione. L’unica organizzazione a sostenere l’iniziativa del governo è il sindacato Ver.di. «La tendenza verso una società 24 ore su 24 deve essere fermata — ha detto il suo capo, Ulrich Dalibr —. Altrimenti la qualità della vita crolla». Il problema è che i lavoratori sono contenti della situazione attuale: guadagnano il 20% in più dopo le 18.30 e il 50% in più la domenica. Rwe sostiene che per i turni notturni (volontari) la domanda è doppia rispetto a quelli diurni. Non si capisce perché — aggiunge Caparros — ci sia sempre qualcuno che «vuole difendere chi non vuole essere difeso». Destino delle liberalizzazioni, ovunque. Danilo Taino