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 2012  gennaio 22 Domenica calendario

A DOMANDA RISPONDO - LO STRANO CASO DI RADIO RADICALE

Caro Colombo, spiegami un po’: come rientra nella grande lista delle economie necessarie la proposta di mettere in gara le frequenze di Radio Radicale? Esiste un migliore offerente ? Migliore di che cosa?
Donato
STA ACCADENDO questo. Gli on. Lanzillotta e Zaccaria hanno notato che la proroga alla concessione di Radio Radicale (che da decenni trasmette tutta la vita politica italiana e continuerebbe a farlo per un altro anno, in attesa che il governo metta ordine in tutto l’edificio disastrato della editoria sovvenzionata dallo Stato) non sta per essere data con gara, ovvero mettendo a confronto varie organizzazioni in grado di fare lo stesso lavoro di Radio Radicale (che, per esempio, include l’intera trasmissione quotidiana in diretta di tutta la attività parlamentare italiana, Camera, Senato, Commissioni, conferenze stampe e quasi ogni altro evento nei “palazzi”, nei tribunali, nelle carceri). Due parlamentari immaginano che possa esistere, sconosciuta, perfetta e ritrosa, una organizzazione con la stessa capacità e motivazione di lavoro, la stessa attitudine a funzionare giorno e notte con tre persone, e una coloritura politica (il Partito radicale, la “lista Marco Pannella”) esplicitamente annunciata e rigorosamente separata dalla parte di cronaca e resoconto della vita pubblica e politica italiana. Il costo? La somma in discussione è pari a sette milioni di euro, ovvero la copertura della proroga di un anno della attività di Radio Radicale, 24 ore al giorno. Ma per quanto ne so, non si sta discutendo di costo o di risparmio (il tema del momento) ma della necessità di usare il metodo della gara per qualsiasi concessione pubblica. Criterio legittimo, ma che - in questo insolito caso - si offre a due o tre obiezioni. La prima è che si tratta di una proroga per mancato puntuale intervento dello Stato al momento della scadenza. Si può mettere a concorso una proroga? La seconda è lo stato dei fatti. C’è senso a mettere a concorso una attività diventata nei decenni parte integrante della vita pubblica italiana ma anche modello difficilmente discutibile nei settori “diretta”, “rassegna stampa”, interviste, collegamenti, notiziari, senza alcuna attività pubblicitaria o di trattenimento (salvo l’auto-promozione). Un terza obiezione è nella domanda: ci siamo dimenticati della sfida, risultata modesta, perdente, partitica di “Radio Parlamento” e della prova francamente brutta e umiliante di “Telecamere”, due pessime, costose e partitiche iniziative Rai? Infine una ragionevole richiesta. Se qualcuno conosce qualcuno in grado di subentrare da un giorno all’altro, a costo uguale o ridotto, a Radio Radicale, con gli stessi servizi, senza padroni e senza partiti, lo dica subito. Si tratterebbe di una notizia di grande interesse, da verificare subito. Come si vede, non si tratta di favore verso i radicali che non sempre (vedi il voto per Cosentino libero) cercano di essere simpatici. Si tratta di fatti. E su questi fatti vorrei riflessione e motivazione da parte dei due deputati, competenti e stimabili, che stanno proponendo la “gara”.