Sandra Amurri, il Fatto Quotidiano 22/1/2012, 22 gennaio 2012
“IL DISASTRO AMBIENTALE C’È GIÀ, DA OGGI DECIDO IO”
“Ho pregato tutti i componenti che vi sia una sola voce, il mondo ci guarda e ci ascolta. I portavoce dei vari corpi, Vigili del Fuoco, Marina ecc. lasceranno l’isola e ogni giorno sarò io a spiegare cosa è stato fatto, cosa stiamo facendo e cosa faremo. Questo, naturalmente, non vuol dire pensiero unico ma, voce unica sì, perché quello che è accaduto finora non è più tollerabile”. Il capo dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli, appena nominato “Commissario delegato del Governo” per l’emergenza, vuole mettere la parola fine alla confusione che, come il Fatto ha sottolineato ieri, è regnata sovrana per otto giorni.
Intanto solo ieri, dal giorno del tragedia, sull’isola è arrivato un rappresentante delle istituzioni nella veste del presidente del Senato Schifani. Ciò che è certo è che da domani, dunque, si cambierà registro, con un ritardo di una settimana: tanto ha impiegato il governo a dichiarare lo stato d’emergenza consegnando al capo dipartimento della Protezione Civile il potere di prendere in mano la situazione per evitare dispersioni di energie, assumendosi la responsabilità di decisioni condivise dai vari corpi operativi.
ALLA DOMANDA del Fatto se lo valuta un ritardo dannoso, Gabrielli scuote la testa. Come dire “risposta ovvia”, seppure non sia sua la responsabilità. E quando gli chiediamo se condivide quanto affermato da Bertolaso (in una lettera al Corriere della Sera) sulla necessità di restituire alla Protezione Civile i poteri della sua gestione, risponde spiegando di non essere interessato alla gestione dei Grandi Eventi, tanto cara a Bertolaso, ma che non si può confondere la necessità di operare nel-l’emergenza con la tempestività e con la pretesa di muovere risorse su altre cose. Toglieteci i Grandi Eventi che non voglio gestire, ma la Protezione Civile deve tornare alla sua missione principale, io voglio essere messo nella condizione di gestire le emergenze e non passare attraverso organismi che non hanno idea della complessità della gestione di un’emergenza. Poi conclude: “Se ci sono stati errori e responsabilità, vengano chiariti”.
Sull’emergenza inquinamento Gabrielli assicura che entro lunedì verrà valutata l’effettiva possibilità di coniugare l’attività di svuotamento dei 20 serbatoi , durata circa un mese, con la ricerca dei cadaveri o di possibili persone ancora in vita. E se questo non sarà possibile verrà data priorità all’attività di soccorso. Per questa ragione è urgente decidere il “come” mettere la nave in asse per evitare l’inabissamento.
Ieri a poppa, nel punto di lancio delle scialuppe, i sommozzatori della Marina Militare hanno recuperato il cadavere di una donna in avanzato stato di decomposizione con indosso il giubbotto salvagente. Ritrovamento che fa salire a 12 il numero delle vittime mentre ogni familiare, come alla roulette russa, attende di sapere se è sua figlia, madre, sorella, o moglie. La Costa Concordia, grazie alle favorevoli condizioni del mare da ieri ha smesso di muoversi permettendo ai sommozzatori di riprendere l’attività di perlustrazione della parte emersa. Finora i soccorritori hanno bussato alla porta delle cabine emerse, ora “verranno esplorate con sonde visive”.
TEMPO necessario: 45 minuti ognuna moltiplicato per 1500 quante sono le cabine. Troppo per attendere di iniziare lo svuotamento del carburante ed evitare un disastro ambientale epocale. Attività alla quale, come ha sottolineato Gabrielli, la Costa Crociera sta collaborando attivamente per poi aggiungere, non senza ironia, “è chiaro che un altro disastro non gioverebbe alla compagnia”.
Seppure la contaminazione dell’ambiente sia già avvenuta: la nave non ha solo il carburante ma anche olii da cucina, detersivi, solventi, prodotti per la pulizia che si trovano già sotto acqua.