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 2012  gennaio 21 Sabato calendario

IN USA DIETROFRONT SULLA PIRATERIA

L’America fa marcia indietro sul varo di aggressive leggi contro la pirateria online, piegandosi ai colossi di Internet che le hanno denunciate come pericolosi atti di censura. Senato e Camera hanno rinviato ieri discussione e voto sulle proposte, conosciute con le sigle di Sopa e Pipa, che avrebbero dato alle autorità federali maggiori poteri di controllo e intervento contro siti sospettati di violazioni del copyright. Un rinvio che potrebbe portare a una loro revisione.
L’amministrazione di Barack Obama, però, ha messo in chiaro che non rinuncerà alle crociate contro i pirati del Web. Ha lanciato un’offensiva giudiziaria senza precedenti sul diritto d’autore: l’Fbi ha chiuso il popolare sito globale di file sharing Megaupload, con sede a Hong Kong. E fatto scattare le manette per quattro suoi dirigenti, a cominciare dal 37enne fondatore Kim Schmitz "Dotcom". Altri tre sono latitanti, con accuse da associazione per delinquere a riciclaggio che comportano decenni di carcere.
Un gruppo di hackers, Anonymous, ha attaccato per rappresaglia i siti del Dipartimento della giustizia e della Motion picture association of America. E le tensioni si moltiplicano tra vecchi e nuovi media, come tra politici americani e internazionali. Il responsabile europeo per l’Agenda digitale Neelie Kroes ha detto che occorre «proteggere una rete aperta», non promuovere «cattive leggi». Mentre è dei giorni scorsi un inedito sciopero di duemila siti, da Wikipedia a Google, contro le nuove leggi. Il leader del Senato Harry Reid, pur riconoscendo «legittimità» alle preoccupazioni, ha tuttavia invocato un nuovo compromesso perché la pirateria «costa ogni anno miliardi di dollari e migliaia di posti di lavoro». Posizione ripresa da un altro Commissario Ue, Michel Barnier: il furto della proprietà intellettuale, ha detto, «non può essere tollerato».
Gli agenti statunitensi hanno fatto proprio di Megaupload il responsabile di simili furti. I siti di condivisione di file, detti Cyberlockers perché offrono accesso a un magazzino di contenuti, sono considerati il motore di oltre metà del commercio pirata di film, musica, videogiochi e software. Megaupload, con 50 milioni di visitatori quotidiani, dal 2005 avrebbe generato 175 milioni di dollari in profitti illeciti e causato danni per mezzo miliardo. Il caso, nato in Virginia, ha toccato più continenti: gli arresti sono avvenuti in Nuova Zelanda, con venti perquisizioni in nove Paesi e sequestri di asset per 50 milioni. Dotcom, di sicuro, è personaggio da saga internazionale: ha doppia cittadinanza tedesca e finlandese, residenze a Hong Kong e Aukland, un passato di hacker e di sospetto insider trading. Per catturarlo la polizia ha neutralizzato sistemi elettronici e stanze-bunker e fatto i conti anche con tecnologie più tradizionali, un fucile a canne mozze.