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 2012  gennaio 22 Domenica calendario

Ecco la (vera) vita spericolata del primo scrittore vagabondo - A raccontare per primo la figura dell’ hobo ame­ricano non furono Mark Twain, Jack Lon­don, Charlie Chaplin o Jack Ke­rouac, che diedero una dimensio­ne narrativa al vagabondo on the road , ma lo scrittore Ralph Keeler (1840-1873) oggi al centro di una vera riscoperta nei campus e nel­le librerie americane, ma ancora inedito in Italia

Ecco la (vera) vita spericolata del primo scrittore vagabondo - A raccontare per primo la figura dell’ hobo ame­ricano non furono Mark Twain, Jack Lon­don, Charlie Chaplin o Jack Ke­rouac, che diedero una dimensio­ne narrativa al vagabondo on the road , ma lo scrittore Ralph Keeler (1840-1873) oggi al centro di una vera riscoperta nei campus e nel­le librerie americane, ma ancora inedito in Italia. Negli States, Kee­ler, oltre a essere entrato di diritto nella storia della letteratura, è sta­to riscoperto proprio come il vero antesignano della vita (e della let­teratura) «sulla strada». A diffe­renza di Twain, London, Chaplin o Kerouac, Keeler non ha vissuto tra i velluti e il delirio del succes­so. Chaplin divenne così agiato da permettersi di fondare sull’epi­ca del vagabondo tutta la propria fortuna (tanto da creare la United Artists); Jack London fu la prima rockstar della letteratura con mi­lioni di libri venduti; Jack Ke­rouac è oggi da tutti riconosciuto come l’icona della beat genera­tion . Eppure Ralph Keeler non ha fat­to «una vita fuori dalle regole» sol­tanto tra le pagine: la sua è stata, senza dubbio, la più spericolata delle vite. È stato attore nei min­strel show , la prima forma teatra­le originale statunitense. E pro­prio in quegli spettacoli, tra circo e vaudeville, Keeler lavorò fra il 1830 e il 1840 prima di diventare un giocatore d’azzardo di carte e in seguito un hobo che percorse in lungo e in largo gli Stati Uniti du­rante il decennio che va dal 1840 al 1850. William Dean Howells, il più importante critico letterario statunitense dell’800, fondatore della scuola americana del reali­smo, riteneva Vagabond Adven­tures di Keeler un capolavoro. Lo definì un «libro che appartiene al­la grande letteratura, in tutta la sua fedeltà alla vita». E in effetti le memorie di Ralph Keeler, fino a ora in­credibilmente dimentica­te nel nostro Paese, sono la prima rappresentazione americana di quella «gioven­tù bruciata» che, più che tra­dursi in un modo di vivere, di­venne presto una moda. Perché, a parte Keeler e pochi altri scono­sciuti, i «maledetti» americani hanno sempre vissuto il proprio esistenzialismo accompagnan­dolo con la gloria di un successo clamoroso e gli agi di una strada che, in realtà, era tutto tranne che on the road . Nelle pagine di Kee­le­r troviamo quello che sarà Il mo­nello di Charlie Chaplin ( che Keeler chiama «monellac­cio ») e tutti quei ribelli che del­l­a strada faranno il proprio suo­no di vita beat. Non è una Bib­bia, ma basta leggere le prime ri­ghe per comprendere come la ve­ra avventura esistenziale non sia spingersi oltre i limiti o rifugiarsi negli eccessi delle droghe, ma avere la forza di comprendere e decifrare perché certe vite siano davvero spericolate.