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 2012  gennaio 22 Domenica calendario

La biblioteca del presidente «Moby Dick» e poesie Ma pochi libri di economia - Cosa ha spinto Barack Obama a leggere- in piena crisi economica, di­cembre 2010- una biografia del presi­dente Reagan? Come si sa, il repubbli­cano Reagan risolse una grave crisi economica con una ricetta opposta a quella del democratico Obama

La biblioteca del presidente «Moby Dick» e poesie Ma pochi libri di economia - Cosa ha spinto Barack Obama a leggere- in piena crisi economica, di­cembre 2010- una biografia del presi­dente Reagan? Come si sa, il repubbli­cano Reagan risolse una grave crisi economica con una ricetta opposta a quella del democratico Obama. Se Barack ha letto il saggio per imparare qualcosa, è come quelle donne che iniziano a studiare la gravidanza quando già allattano. È più consolan­te che, all’inizio del suo mandato,ab­bia letto ben due saggi su Abraham Lincoln, uno su John Adams, presi­dente ( conservatore) di fine Settecen­to e, di recente, un quarto su Theodo­re Roosevelt. Fra le sue letture ci sono anche altri libri di storia americana, ci manche­rebbe. Se è curioso trovare una Storia segreta della Cia ( argomento sul qua­le si presume pos­sa avere notizie mag­giormente precise dai propri collabo­ratori), è più comprensibile che voglia apprendere qualche lezione sul disa­stro del Vietnam. Poi, saggi di econo­mia e politica - ov­vio- ma non manca la letteratura: una raccolta di poesie di Derek Walcott, per esempio, La mappa del Nuovo mondo ; c’è persinounLeCarrérecen­tissimo, forse perché si par­la anche della sua famiglia: «Mi­chelle Obama e le sue figlie sono in cit­tà, secondo madame Mère, ma è un se­greto di stato, quindi solo madame Mère e tutta Parigi lo sanno». Chi volesse prendersi il gusto di fa­re le stesse letture di Obama, in italia­no, può trovare facilmente Libertà , di Jonathan Franzen; poi L’era post­americana , di Fareed Zakaria; Erano solo ragazzi in cammino. Auto­biografia di Valentino Achak Deng (un profugo che ha vissuto la guerra civile in Su­dan) di Dave Eggers, e La città invinci­bile , venduto in internet come «il ro­manzo preferito » di Obama:un can­to d’amore per la New York del dopo 11 settembre. È curioso poter disporre della lista dei libri letti dal presidente dal mag­gio 2008 al dicembre 2010. Ventiquat­tro, per la precisione. Alla fine del lo­ro mandato i presidenti degli Stati Uniti fondano, tradizionalmente, una grande biblioteca. Certo non si li­mitano a donare i volumi letti perso­nalmente, altrimenti non ne verreb­be fuori neppure una bancarella di rione. Per esempio, Obama quando venne eletto sembrava quel che si di­ce «un lettore forte», anche se meno (e qui molti si stupiranno) del suo pre­decessore Bush, che nel 1996 lesse ­ufficialmente - 95 volumi. Nel 2008 il New York Times , analizzando l’auto­biografia di Obama Sogni di mio padre dedusse che da adolescente lesse autori decisivi per elaborare la propria identità razzia­le: James Baldwin, Ralph Ellison, Lan­gston Hughes e W.E.B. Du Bois; poi, nella fase elucubrativo/adolescen­ziale, passò da Sant’Agostino a Nietz­sche, per capire in cosa credeva dav­vero. Da adulto, fra le sue letture pre­ferite ci sono Moby Dick di Melville, Gandhi, Abraham Lincoln e la Bib­bia. Ma anche molti romanzi, tra cui L’uomoinvisibile di Ellison. Da giova­ne Obama, rivela il suo biografo Da­vid Mendell, ha scritto poesie e pen­sò di diventare romanziere. Infatti legge tuttora più romanzi della me­dia dei politici. Fra i più apprezzati, Taccuino dorato di Doris Lessing. Non sorprende dunque che sia uscito anche in Italia un libriccino per bambini di Barack Obama: Di Voi io canto. Lettera alle mie figlie , con illu­strazioni di Loren Long ( Rizzoli). Il ti­tolo richiama Walt Whitman, prota­g­onisti e argomenti richiamano le let­ture di Obama, ovvero le vite di tredici personaggi che hanno fatto grandi gli Stati Uniti e realizzato il sogno ameri­cano. Sono George Washington, Abraham Lincoln, Billie Holiday, He­len Keller, César Chavez, Neil Arm­strong, Martin Luther King, Georgia O’Keeffe, Albert Einstein, Jackie Ro­binson, Maya Lin, Jane Addams e To­ro Seduto. Barack canta «la capacità che questo paese ha di sognare, di so­gnare in grande, e di raggiungere qualsiasi obiettivo». Speriamo che sia profeta,specialmente per l’econo­mia. A proposito: Obama legge pochi libri di economia.