ALBERTO MATTIOLI, La Stampa 21/1/2012, 21 gennaio 2012
Nulla di scandaloso, molto di schifoso - Ma alla fine, al netto di proteste, polemiche, manifestazioni, censure, scomuniche e altra pubblicità, cos’è Sul concetto di volto nel figlio di Dio , visto al Théâtre de la Ville? Molto semplice
Nulla di scandaloso, molto di schifoso - Ma alla fine, al netto di proteste, polemiche, manifestazioni, censure, scomuniche e altra pubblicità, cos’è Sul concetto di volto nel figlio di Dio , visto al Théâtre de la Ville? Molto semplice. Siamo in una stanza bianca e asettica come un ospedale, dominata da una gigantografia del Cristo di Antonello da Messina. Due personaggi: un padre malato e un figlio devoto ma esasperato. Il padre ha attacchi di dissenteria che non riesce a controllare. Insomma, detta come va detta, anche perché non c’è nulla di scandaloso (ma molto di schifoso), si fa popò addosso tutto il tempo, senza mai parlare ma emettendo gemiti, lamenti e lacrime. Il figlio pulisce per terra, cambia pannolini, lava parti poco nobili e si arrabbia quando il padre, appena cambiato, si sporca di nuovo. Alla fine, quando ormai i due sono immersi fino al collo nel liquido marrone, e non in senso metaforico, l’Antonello da Messina viene sfregiato dall’interno, dagli squarci fuoriesce qualcosa di scuro e compare la scritta «You are not my sheperd», non sei il mio pastore. Stop. Nel complesso, quindi, a Parigi sono risultate molto più divertenti le proteste degli ultracattolici, con cariche dei flic fuori dal teatro e perquisizioni per entrarci. A parte tutto, non si erano mai visti dei manifestanti alternare la recita del rosario alle invettive contro «uno spettacolo di merda», definizione, peraltro, come si è visto ineccepibile.