Enrico Sisti, la Repubblica 21/01/2012, 21 gennaio 2012
Uno stadio di bambini contro la violenza è la lezione olandese – Per una sera uno dei più funzionali e accoglienti stadi mai costruiti, l´Amsterdam Arena, è diventato casa loro
Uno stadio di bambini contro la violenza è la lezione olandese – Per una sera uno dei più funzionali e accoglienti stadi mai costruiti, l´Amsterdam Arena, è diventato casa loro. Ad assistere alla ripetizione dell´ottavo di finale di Coppa d´Olanda Ajax-Az Alkmaar, interrotto per colpa di un invasore ubriaco preso a calci dal portiere ospite Alvarado, c´erano ventimila bambini al di sotto di 13 anni. Hanno urlato e sorriso per novanta minuti. I tifosi della squadra di casa non si sono nemmeno accorti, malgrado i colorati preparativi, di aver perso 2-3. In un primo momento, visto l´orrendo precedente (col tifoso condannato a star lontano dagli stadi per 30 anni), la federcalcio aveva deciso di rigiocare il match a porte chiuse. Poi la svolta: «La violenza va combattuta con un gesto di segno opposto». Un´intuizione evangelica: sinite parvulos...Sono state allertate le scuole delle due città, sono stati distribuiti gratis biglietti di tribuna. Pensavano di dover aprire soltanto un settore. Si sbagliavano. Distando appena 42 chilometri da Amsterdam, sono arrivati pullman anche da Alkmaar. Un giovedì che sarà parso a molti, presumiamo a tutti, un sabato di festa, oppure la domenica più inattesa, che nessun calendario riportava. Usciti da scuola sono andati direttamente allo stadio, facendo merenda in viaggio. Di adulti ce n´era quanto bastava (un adulto per ogni sei ragazzi). Adulti modello steward. Forse neppure ce n´era bisogno. Grande risposta, una risposta "violentemente dolce" a quel senso di vergogna che aveva pervaso un po´ tutti (a settembre donne e bimbi allo stadio anche per il Fenerbahce): in Olanda non hanno metabolizzato le immagini di quel 19enne che la sera del 21 dicembre, imbottito di alcol, decise di scendere in campo e non si sa perché tentò di aggredire Alvarado (che anche giovedì era in porta). Accertato che la punizione individuale non ha ancora pulito la coscienza collettiva, giovedì il calcio olandese si è consegnato al pubblico del suo futuro, sognando che dietro quei ventimila sorrisi non spuntino mai strane idee. Che a nessuno di quei spettatori non casuali venga un giorno in mente di infangare se stessi e rovinare la loro più importante storia d´amore. Il calcio fa sempre tornare bambini. Un mese fa il tecnico dell´Alkmaar Verbeek ordinò alla sua squadra di rientrare negli spogliatoi perché «si era creato un clima di massima insicurezza». Giovedì ha scoperto l´altra faccia del suo paese, senza spigoli e senza bottiglie svuotate: «Bello». E ha pure vinto. Per estendere la commozione, nei quarti l´Alkmaar incontrerà il Veenendaal, amatori di Hoodfklasse, 4ª serie. Il campionato olandese è ricominciato ieri. Domenica ad Alkmaar si ripresenterà proprio l´Ajax. Se allo stadio si vedranno più ragazzini del solito sarà un trionfo. Se lo guardano i bambini allora sì che funziona.