Carlo Bertini, La Stampa 23/1/2012, 23 gennaio 2012
Dopo anni di sollazzo, con gli ascensori che portano al quarto piano delle Commissioni sempre deserti, l’aria è cambiata
Dopo anni di sollazzo, con gli ascensori che portano al quarto piano delle Commissioni sempre deserti, l’aria è cambiata. Anche se non c’è motivo per cui le commissioni non possano essere convocate di lunedì e venerdì, se non quello di far scappar via i deputati il giovedì, le sanzioni introdotte dalla Camera anche per le assenze in commissione hanno ridotto l’assenteismo cronico, come risulta da un’indagine sommaria tra i deputati confermata da uno dei questori. Fino a novembre nelle commissioni si registrava una media del 30% di presenti ad ogni seduta, tranne i casi delle commissioni Affari Costituzionali, Bilancio e Finanze che sono da sempre le più affollate. In Transatlantico si assiste spesso alla corsa dei ritardatari per raggiungere lo scranno, fare clic e non farsi così detrarre i 300 euro che vengono detratti se non si partecipa al 70% delle votazioni. Da novembre, con l’introduzione del registro presenze, anche le aule delle commissioni sono meno vuote. Se le assenze in un mese superano il 50%, scatta una detrazione di 300 euro dalla diaria, che sale a 500 euro se le sedute disertate sono l’80%. Ma l’ultima tendenza è la convocazione delle commissioni il martedì mattina, il mercoledì mattina e il giovedì pomeriggio. Così per due giorni, martedì e mercoledì, i deputati sono invogliati a partecipare visto che il pomeriggio devono andare in aula. E basta per totalizzare il 50% di presenze settimanali che mettono al riparo da sanzioni. Barberia senza riviste Fino a due anni fa, raccontano i barbieri sconsolati, ci concedevano pure un quotidiano romano ed uno sportivo. Ormai sono spariti anche i settimanali, grazie ai tagli di bilancio: sul tavolino di fronte al divano della mitica barberia di Montecitorio, non compare più nulla da leggere, sono scomparsi pure Oggi, Famiglia Cristiana, Espresso e Panorama, che avevano resistito ai colpi di accetta. E si comincia a risparmiare anche sui prodotti di cosmesi: invece di comprare due marchi diversi, se ne può acquistare solo uno... Continuando così, dicono i deputati che spendono oggi 18 euro per barba e capelli, sarà un miracolo se la barberia non chiuderà i battenti.