Emily S. Coscione, Novella 2000, n. 4, 26/01/2012, p. 54-56, 26 gennaio 2012
Secondo le autorità turche, Sarah Ferguson avrebbe infangato l’immagine del Paese con un documentario, girato in incognito tre anni fa per un’emittente inglese, sulle pessime condizioni in cui versano gli orfanotrofi anatolici
Secondo le autorità turche, Sarah Ferguson avrebbe infangato l’immagine del Paese con un documentario, girato in incognito tre anni fa per un’emittente inglese, sulle pessime condizioni in cui versano gli orfanotrofi anatolici. Fergie è in stato di shock, costretta suo malgrado a rinunciare ai suoi frequenti viaggi all’estero e a rimanere su suolo britannico nel timore di una possibile estradizione. Il governo turco, infatti, da sul serio e ha inviato al ministero degli Interni britannico una richiesta di mutua assistenza legale. […] Le probabilità di un arresto non sono poi così lontane. Il team di avvocati da lei convocati le ha riferito che nulla, neppure una buona parola della regina Elisabetta, potrebbe evitarle un mandato d’arresto internazionale, con l’accusa di aver violato la privacy dei bambini dell’orfanotrofio. […] Tutto è iniziato con il documentario trasmesso nel 2008 e voluto proprio da Fergie e dalla figlia Eugenie per dimostrare il lato umano della duchessa che, in parrucca e con il volto coperto da un foulard, si era recata nell’orfanotrofio di Saray, nei pressi di Ankara, filmando bambini in catene e in condizioni pietose. Con la figlia Beatrice, invece, andò a filmare un’istituzione simile in Romania.