SANTOIANNI Francesco. Disastri. Da Atlantide a Chernobyl. L’uomo e le grandi catastrofi. Bibliografia. Indice dei principali nomi e argomenti. Giunti, Firenze 1996, 22 gennaio 2012
«Perché ci attrae la fine delle cose? Perché più nessuno canta l’aurora e non v’è chi non canti l’occaso? Perché ci attrae più la caduta di Troia che le vicissitudini degli Achei? Perché istintivamente pensiamo alla sconfitta di Waterloo e non alla vittoria? Perché la morte possiede una dignità che la nascita non possiede? Perché la tragedia gode di un rispetto che la commedia non ottiene? Perché sentiamo che il lieto fine è sempre fittizio?» (Borges)
«Perché ci attrae la fine delle cose? Perché più nessuno canta l’aurora e non v’è chi non canti l’occaso? Perché ci attrae più la caduta di Troia che le vicissitudini degli Achei? Perché istintivamente pensiamo alla sconfitta di Waterloo e non alla vittoria? Perché la morte possiede una dignità che la nascita non possiede? Perché la tragedia gode di un rispetto che la commedia non ottiene? Perché sentiamo che il lieto fine è sempre fittizio?» (Borges)