Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 22 Domenica calendario

La Mitsubishi s’è comprata i pomodori pelati italiani

Non solo sushi. Ai giapponesi piacciono anche i pomodori, soprattutto quelli italiani. E dopo averne assaggiato il gusto non hanno esitato ad acquistare (almeno in parte) il produttore. E così Ar Alimentari, fiore all’occhiello del Made in Italy del pelato, è entrata a far parte della galassia del gigante Mitsubishi, attraverso la controllata Princes. Dopo Gancia, Parmalat, Perugina, Bertolli un altro pezzo dell’alimentare italiano finisce in mani straniere, nella rete di multinazionali a cui fanno gola i gioielli di un settore al secondo posto nella classifica dell’industria tricolore, con un fatturato di 127 milioni di euro e una tradizione antica. L’oligarca russo della vodka Roustam Tariko a Capodanno ha brindato con lo spumante della storica casa piemontese Gancia di cui aveva appena rilevato una quota del 70%. E per rimanere nel 2011, dopo mesi di estenuanti trattative i francesi di Lactalis sono riusciti a mettere le mani su Parmalat. Per non parlare di Buitoni, altra storica azienda familiare passata alla Nestlé cui fu ceduta dopo varie vicissitudini nel 1988. La multinazionale svizzera si è «mangiata» anche Perugina (che però ha mantenuto in Umbria stabilimenti e produzione), l’Antica gelateria del Corso e diversi marchi di acque minerali nostrane. Al colosso anglo-olandese Unilever sono invece «piaciuti» i nostri gelati Algida, mentre gli spagnoli della Deoleo hanno voluto mettere nei propri scaffali diversi marchi di olio d’oliva italiano da Bertolli a Carapelli, da Sasso a Minerva oli.
A suonare il campanello di allarme è il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, secondo cui Princes si sarebbe aggiudicata il 51% dell’azienda di Antonino Russo. Un’operazione che conferma come «il Made in Italy alimentare stia diventando una appetibile terra di conquista per gli stranieri». Ma attenzione, sottolinea Marini che coglie l’occasione per tirare in ballo l’importanza della «filiera», tallone d’Achille del sistema agroalimentare nostrano. Il processo, secondo il presidente di Coldiretti è «favorito dalla crisi di fronte alla quale occorre accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi». I pelati, il simbolo dell’Italia a tavola. Fin dalle sue origini (primi anni 60) la storia di Ar Alimentari è la conferma di quanto il pomodoro sia l’«oro rosso» del Sud Italia. A cominciare dal primo stabilimento della «Gotica di Russo Antonino» che poi diventa Conserviera Sud (1979), ingloba altre quattro società del settore delle conserve per diventare nel 2000 Ar Industrie Alimentari e primo produttore italiano di pomodori pelati con 300 milioni di fatturato. Agli stabilimenti in Campania si aggiunge nel 2009 l’impianto pugliese di Borgo Incoronata, a due passi da Foggia «il più grande al mondo nel settore della trasformazione agroalimentare» affermò orgoglioso Russo all’inaugurazione, un investimento di 75 milioni (in parte arrivati dall’istituto sviluppo agroalimentare con un finanziamento della durata di 15 anni). E come la maggior parte dei prodotti tricolori anche le conserve di Ar piacciono molto all’estero. Solo il 20% finisce sulle tavole italiane; il 30% va in Inghilterra, il 20% in Germania, il 10% in Africa, l’8% in Francia, e il resto in Grecia, Stati Uniti, Canada, Giappone, Austria e Sud America.
La blasonata Princes, fondata nel 1880 da Simpson & Roberts, da quando è finita sotto il controllo giapponese (1989), non ha fatto altro che rimpinzarsi di nuovi marchi classificandosi (con ben 22 tra acquisizioni e fusioni) tra le società europee che crescono più velocemente. In realtà i primi corteggiamenti cominciano nel 2001 quando Ar Alimentari e Princes danno vita alla società Napolina Ltd., una vetrina di prodotti della dieta mediterranea nel Regno Unito.
Antonia Jacchia