[1] Carola Uber, Chi, n. 2, 11/01/2012, pp. 86-91; [2] Carola Uber, Chi, n. 3, 18/01/2012, pp. 83-87, 11 gennaio 2012
Moira Orfei ha compiuto 80 anni. «È mia zia Miranda che ha quell’età lì. Ma io me ne frego, tanto ho la faccia giovane, non ho una ruga
Moira Orfei ha compiuto 80 anni. «È mia zia Miranda che ha quell’età lì. Ma io me ne frego, tanto ho la faccia giovane, non ho una ruga. E niente punturine, sa?». Solo una crema miracolosa. «Me la vendono gli zingari, ma la ricetta non la so, ho carpito solo due ingredienti: frutta e latte di capra. Ogni sera me ne spalmo due o tre etti».[1] *** In un cartellone pubblicitario di qualche tempo fa diceva: «Nella mia vita ho domato tante cose, tranne certe paure». Quali? «Eh, io ho paura dei morti, signora! Mamma mia! Siccome faccio i malocchi e li levo, a volte vedo certe cose…». Cioè? «Per fare un malocchio devo andare dentro un cimitero, dare la mancia al guardiano perché mi faccia entrare alle 4 di notte e fare un rituale sopra una tomba. Una volta, mentre ero lì, a un tratto sento “paf”, mi volto e vedo una luce verde, poi di nuovo “paf” da un’altra parte, e poi ancora… A momenti mi viene un infarto. Sono scappata». Ha detto di aver fatto un malocchio ad Andreotti. «Sì, perché non mi aiutò a far rientrare il mio circo dall’Iran l’anno in cui Khomeini lo mise al bando. Ma poi, Andreotti, un giorno l’ho visto in tv un po’ malconcio e gliel’ho levato il malocchio». Si dice che ne abbia fatto uno anche a Gianni Boncompagni. «È stato cattivo. Una volta ci aveva invitati a dare un numero a Non è la Rai: ci ha fatto fare le scarpe di gomma ai cavalli, spendere un sacco di soldi, percorrere mille chilometri e poi, quando siamo arrivati, ha detto: “Non si fa più”. Capito che roba?». L’ha tolto anche a lui? «No, a lui no. Deve fare il bravo con la gente». Lei non è mai stata cattiva con nessuno? «No, mai, non me la sento, non è il mio carattere. Io faccio l’elemosina a chiunque me la chieda, aiuto i bambini in Africa, sono amica di tutti, non invidio nessuno, non litigo, non offendo, non umilio. Mio marito dice che sono una brava ragazza. E perdono tutti i peccatori: assassini, puttane, tutti. Ma non perdono l’ingratitudine. Non faccio del bene per avere qualcosa in cambio, però neanche una fucilata nella schiena».[1] *** Sposata dal 1961 con Walter Nones. Una moglie «meglio di me non la poteva trovare Walter. L’unica cosa che ha sofferto mio marito è la mia gelosia. Certe scenate gli ho fatto. Una ancora pochi giorni fa: dopo vent’anni mi ha confessato che quando lo spiavo da sotto le gradinate, lui vedeva la mia cofana e andava a farmele altrove. Vigliacco. L’avrei ammazzato! […] Una sera sapevo che era nella roulotte di una ballerina, ho sparso la benzina intorno e, se non mi fermava, accendevo il cerino. Gli è andata bene a quel porcone! La ballerina, invece, l’ho licenziata».[1] *** Totò le fece una proposta indecente. «Era una persona meravigliosa. Mi disse: “Mi piaci, Moira, viene a letto con me, ti faccio solo due o tre carezze e ti compro un appartamento”. E io per non farlo rimanere male gli dissi: “Vede, principe, se io non fossi tanto innamorata di mio marito, ci verrei subito con lei”. E lui è rimasto contento, perché non l’ho umiliato. […] Gordon Scott (l’attore che negli Anni 60 interpretò Tarzan e Maciste, ndr) mi pizzicava il sedere, Walter Chiari me lo morse pure». Il suo lato B faceva perdere la testa: è stato anche immortalato dal fotografo Mario De Biasi in uno scatto che è in mostra al Guggenheim di New York, “Gli italiani si voltano”. [1] *** «Dino De Laurentiis una volta mi disse: “Rimani così, perché la donna che cambia spesso look non ha personalità» (Moira Orfei).[2] *** Moira Orfei non ha mai cucinato per i suoi figli. «No, niente, per nessuno. Non mi piace. Mia mamma era cuoca, ma io mangiavo solo caffellatte. Ancora oggi. Eppure non bevo, non fumo, non mangio salato e mi è venuta un’ischemia». È stato nel 2006, dopo che suo figlio fu ferito da una tigre.[2] *** Provò ad ammazzarsi. «Sì, per quella storia dell’Iran. Solo io e mia figlia eravamo rientrate in Italia grazie a due visti che mi diede Farah Diba. Il resto del circo, strutture, animali, 150 persone, compresi mio marito e mio figlio, erano rimasti là e rischiavano la pelle. Per dare da mangiare ai leoni dovettero uccidere dei cavalli di razza ammaestrati. Ero disperata, pensavo: “Tutto il lavoro dela mia vita è andato distrutto”. E mi avvelenai. Se non mi facevano la lavanda gastrica, ero morta». Non ha paura di morire? «Sì, ma non per me, che se muoio non sento niente, bensì per chi rimane. Io sono cattolica, sono devota di Padre Pio e più ancora della Madonna, ma non credo mica tanto nell’aldilà. Mi farò cremare». [2] *** Una volta volevano rapire i figli. «Sì, le Brigate rosse, a Napoli. Mi mandarono una lettera in cui c’era scritto che, se accettavo il loro scambio, forse un miliardo di lire, doveva passare dalla pista del ghiaccio a quella normale con un fiore in mano. Oddio! Sono andata di corsa alla Digos e per un po’ di tempo i miei figli avevano due marcantoni che li accompagnavano ovunque. Ma io non vedevo l’ora di andarmene da Napoli, anche se i napoletani mi adorano». Anche gli zingari la adorano: lei è di origini sinti (etnia rom) e loro la vedono come una regina. «Sì, sì. Mio marito muore dal ridere. Vengono al circo e dicono: “Siamo i cugini della Moira”. Non è mica vero, ma io li faccio entrare lo stesso, gratis. Ogni anno fanno una grande festa, mi chiamano e io sto lì seduta al centro, mentre loro ballano e cantano. Ed è meglio che ci vada, sennò mi fanno il malocchio». Ha lavorato in 47 film. Non ha mai sognato di lasciare il circo per il cinema? «Macchè. Pietro Germi, una volta, disse: “Se Moira studiasse, diventerebbe brava come la Loren”. Io gli risposi: “Mi dispiace, ma io faccio cinema soltanto per incrementare il circo”». Quante parti ha rifiutato? «Tutte quelle in cui dovevo recitare nuda». Però nuda ha posato su Playboy. […] Ora al circo fa il suo ingresso trionfale su un Maggiolone solo alla fine degli spettacoli. Che fa il resto del giorno? «Vado a letto alle 3 di notte e mi sveglio alle 13. Guardo tanta tv e leggo nove settimanali: mi piace il gossip». Chi le piace in tv? «Come presentatrice Maria De Filippi. Come giornalista mi piace Enrico Mentana. E poi mi piacciono tutte le fiction con Gabriel Garko». […] È sempre in giro per l’Italia: non le piacerebbe una vita più stanziale? «No, no, io sto bene nella mia “caravana”, è bellissima: è lunga 24 metri e larga otto. Ci sono un bel salone e una camera tutta specchi. Sto bene qui: ci sono gente, musica, confusione. Abbiamo una bella villa a San Donà di Piave, ma mi mette tristezza. Anche lì dormo in giardino, nella “caravana”. E poi ho paura del terremoto, in albergo voglio camere a piano terra». [2]