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 2012  gennaio 19 Giovedì calendario

Orologi Tempo scaduto quel secondo in più deve scomparire – Fermare il mondo non sarà più necessario

Orologi Tempo scaduto quel secondo in più deve scomparire – Fermare il mondo non sarà più necessario. Quel "secondo in più" che da quarant’anni tiene il conto del tempo legato alla rotazione del nostro pianeta verrà abolito per decreto: non fermeremo più gli orologi atomici per farli ripartire dopo il "leap second" introdotto nel 1972 per ovviare all’imperfezione del ciclo terrestre. L’Onu delle telecomunicazioni metterà al voto già oggi la vittoria dell’uomo sul creato: se gli orologi atomici sono più precisi di madre terra perché continuare con la finzione? Il secondo in più del resto costa: costringe gli scienziati a fermare appunto le macchine e ricontrollare che sia tutto a posto prima di farle partire. Per di più è imprevedibile: calcoli astrusissimi sono ogni volta necessari per capire quando farlo cadere. L’ultima volta è stato nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio 2009. La prossima è programmata per il 30 giugno. Davvero l’ultima: a meno che il voto all’International Communication Union di Ginevra non venga rimandato. All’ultimo secondo. Sono dieci anni che gli scienziati litigano dopo che l’umanità aveva impiegato decine di migliaia di anni per approntare il calendario come lo conosciamo. Gli orologi atomici permettono di vantare un’accuratezza che spacca appunto il secondo ogni 200 milioni di anni. Una misurazione così precisa che surclassa quella della natura. La rotazione irregolare della Terra è ingigantita, per esempio, dai terremoti: il terribile sisma in Giappone dell’11 marzo ha costretto il pianeta a ruotare più velocemente di 1.8 milionesimi di secondi. Per questo ogni sei mesi i poliziotti del tempo dell’Iers (International Earth Rotation and Reference System Service) lanciano l’allarme e decidono dove piazzare quel secondo in più. Ma nell’epoca di Gps e altre diavolerie un pugno di stati capitanati da Usa e Francia ha deciso di dire basta alla finzione. In un mondo che sempre più si basa sui computer ogni imperfezione rischia di essere costosa e fatale: così spiega all’ Associated Press Elisa Felicitas Arias dello storico Ufficio dei Pesi e di Misure di Parigi che vigila sugli standard del metro e del chilo. Ma c’è chi non ci sta. I cinesi dicono che l’eliminazione del "leap second" potrebbe danneggiare le osservazioni astronomiche. E gli inglesi temono che sia solo l’inizio della fine per quell’altra consuetudine: la misurazione del tempo che passa nella loro Londra per la linea di Greenwich. Gli scettici sostengono anche che smettendo di fermare gli orologi il tempo atomico "sorpasserà" quello solare di 90 secondi ogni secolo: il problema della sincronizzazione con la Terra sarà così soltanto spostato, ehm, nel tempo. C’è chi si spinge addirittura a ipotizzare un futuro remoto in cui l’orologio atomico segnerà a mezzogiorno quella che per la terra sarà ancora mezzanotte. No, a quel punto fermare il mondo non sarà davvero più necessario: anche perché non capiremmo più quando scendere.