Filippo Facci, Libero 19/1/2012, 19 gennaio 2012
SCRIVERE SULL’ACQUA
Io so soltanto che se scoppia la terza guerra mondiale, domani, i giornali italiani la sbattono a pagina 12 perché prima devono propinarci un’intervista esclusiva a una cugina della cognata di Schettino per nuove sconcertanti rivelazioni, tipo che il comandante ha pure scagliato due neonati in aria per esercitarsi nel tiro al piattello, o peggio che aveva in animo di virare verso le Maldive con Rutelli e la Palombelli. Non esiste altro, così come - un secondo prima che una nave beccasse uno scoglio - non esisteva altro che micro e macro economia, Bce, Fmi, Btp, recessione, stagnazione, deflazione, inflazione, stagflazione, con economisti noiosissimi a invadere anche le trasmissioni dove si insegnava a preparare la pajata. E noi giornalisti – passati da Ruby alla Merkel a Schettino – a illuderci di essere solo gli specchi della realtà e non, anche, le deformazioni che decidiamo di riflettere. Di Berlusconi non si legge più nulla (processi, divorzi, lifting: zero) e così pure di un mondo intero: le alluvioni in Liguria, il popolo viola, er pelliccia, «legge Reale 2», la P3, la P4, la cricca, le intercettazioni, L’Aquila, Arpisella e la Marcegaglia, la casa di Scajola, il testamento biologico, la centrale di Fukushima, la Trattativa, la camorra al Nord, le zoccole: e altre miliardi di urgenze ineludibili, naufragate anche loro.
Filippo Facci