Roberto Giardina, ItaliaOggi 19/01/2012, 19 gennaio 2012
Non hanno detto typisch italienisch – «Typisch italienisch», ancora non l’ho sentito. Quando ho visto le immagini della Concordia squarciata sulla costa dove andavo a nuotare in vacanza, ho provato un brivido
Non hanno detto typisch italienisch – «Typisch italienisch», ancora non l’ho sentito. Quando ho visto le immagini della Concordia squarciata sulla costa dove andavo a nuotare in vacanza, ho provato un brivido. Noi italiani all’estero, per quanto si faccia, diventiamo sensibili. Pur pensando alle vittime, si pensa anche a se stessi: e adesso? Ricominceranno le critiche: capitano italiano, nave italiana, che cosa vi aspettate? Tipicamente italiano, e così via. In America, leggo, si sono scatenati. Anche se la compagnia batte la bandiera a stelle e strisce, gli yankee fingono di dimenticarlo. In Germania invece no. Nessuno dei miei amici, né il giornalaio, il benzinaio, il negoziante di vini greco che mi prende la posta quando sono via, mi ha lanciato in faccia il commento «typisch italienisch». Perché mi conoscono e sono gentili? Non lo erano quando Berlusconi faceva cucù alla Merkel. Ma non l’ho sentito nemmeno al telegiornale o alla radio, non l’ho letto nelle corrispondenze dei miei colleghi tedeschi da Roma. Qualcuno, anzi, loda gli abitanti del Giglio per il loro coraggio e la loro generosità. Neanche i passeggeri tedeschi intervistati nelle loro case hanno accusato l’Italia. Se la sono presa con il comandante Schettino, con l’equipaggio impreparato, ma non con noi italiani. Io leggo quasi tutto, guardo la tv, controllo le edizioni online, ma certamente qualcosa mi sfugge. Non posso essere sicuro che qualcuno non abbia definito la tragedia come «tipicamente italiana». E l’ambiente in cui mi muovo non è quello tipico dei gastarbeiter, i lavoratori immigrati: forse i commenti in qualche fabbrica saranno diversi. Ma nel complesso l’atmosfera in Germania è quella che avverto. Si critica, si condanna, non si generalizza. In Italia, al contrario, qualcuno se la prende con i napoletani. Dovrebbero cantare e non fare i capitani. Typisch neapolitanisch? Come resistere alla tentazione? Ognuno ha la sua piccola quota di razzismo inconscia. Però si dovrebbe evitare, «alla tedesca». Che cosa avremmo detto noi se il capitano fosse stato un prussiano? Appena c’è un problema nei rapporti tra Italia e Germania, rispuntano subito i nostri pregiudizi: tutti nazisti spietati. Abbiamo messo i baffetti di Adolf anche alla signora Merkel. Lo fanno anche a Londra, a Varsavia, a New York? Non è una scusa accettabile. La vignettista Ellekappa, secondo me, è tra i migliori che abbiamo. Nella sua vignetta ispirata alla Concordia mostra Mario Monti che urla alla Cancelliera: «Salga a bordo, cazzo!», come è stato ordinato al capitano del grattacielo navigante, che si era messo in salvo senza preoccuparsi dei passeggeri e dell’equipaggio. Divertente, e sbagliato. Frau Kapitän Angela è a bordo, e controlla il timone. Siamo noi che chiediamo aiuto dalla scialuppa di salvataggio in balia dei flutti. Controcorrente, credo che la signora ci possa pilotare tra secche e scogli meglio di molti altri capitani, coraggiosi o sventati, italiani o no. Lei sa benissimo che per giungere sana e salva in porto dovrà trascinare tutti gli altri, altrimenti va a fondo anche il transatlantico Deutschland. Ma al timone ci vuole stare da sola. Typisch deutsch? Si potrebbe dire anche typisch weiblich, tipicamente femminile. Degli uomini Angela non si fida: ieri Chirac, Schröder, Blair, più di recente Cameron, Nicolas o Silvio, hanno combinato solo pasticci.