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 2012  gennaio 19 Giovedì calendario

QUEGLI INCHINI IN MARE. UNA LEGGE VIETERA’ LE ROTTE PERICOLOSE —

Corrado Clini aveva l’aria severa ieri pomeriggio alla Camera. La nave Concordia può provocare danni anche molto importanti, il ministro dell’Ambiente lo ha ripetuto tante volte nella sua informativa a Montecitorio. «Per questo il governo sta valutando una legge sulle rotte a rischio», ha annunciato il ministro, spiegando di aver già individuato un percorso legislativo.
Tutto per evitare la rischiosissima abitudine degli «inchini», cioè l’avvicinamento alle coste per salutare o rendere omaggio a qualcuno. Ci sarebbe un modo per tenere a debita distanza i grattacieli galleggianti. Lo spiega lo stesso Clini: «C’è una legge, la numero 51 del 2011, che all’articolo 5 prevede che i ministri dei Trasporti e dell’Ambiente possano adottare misure finalizzate alla regolazione del traffico navale nelle aree ambientalmente sensibili».
Sono stati in tanti a sollecitare ad adottare una simile norma. Tante le polemiche non nuove a questo tipo di comportamento che il naufragio della Costa Concordia ha fatto letteralmente esplodere.
«Come mai le navi da crociera che navigano in prossimità delle coste non sono state sanzionate o fermate?», si interroga Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ed Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, rilancia: «Dal sistema internazionale di controllo della navigazione, l’Ais, risulta che la Costa Concordia in precedenza aveva già effettuato 52 inchini. Ma nessuno degli organismi preposti fino a venerdì scorso aveva denunciato questi comportamenti».
A chiedere uno stop agli «inchini», sono stati dal Pdl il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e Mario Valducci. E il ministro Clini ha aggiunto: «Oltre alla norma, la cui forma deve essere ancora definita, con le leggi attualmente in vigore è anche possibile promuovere accordi di collaborazioni volontari con le imprese che gestiscono le navi da crociera per un’autoregolamentazione del traffico in maniera tale che questo sia sostenibile dal punto di vista ambientale».
Sono tante le rotte a rischio ambientale. Tra queste il Santuario dei cetacei in Liguria, il parco nazionale dell’Arcipelago toscano, della Maddalena, delle Cinque Terre. E ancora: l’Argentario, il Golfo dei Poeti, Lerici, Portofino, le Bocche di Bonifacio, il Ponente ligure. C’è poi tutta l’area marina della laguna di Venezia con i problemi connessi alle passeggiate nel bacino di San Marco, ma anche la Sardegna del sud con capo Carbonara, lo stretto di Messina, le isole Eolie.
Al. Ar.