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 2012  gennaio 19 Giovedì calendario

Primo Nel 1869 apre il Canale di Suez, solo per imbarcazioni a vapore. La prima nave ad attraversarlo è una nave triestina, il Primo

Primo Nel 1869 apre il Canale di Suez, solo per imbarcazioni a vapore. La prima nave ad attraversarlo è una nave triestina, il Primo. Buona Speranza Dopo lo scoppio della crisi del 2008, l’alto costo dell’attraversamento del Canale di Suez e il pericolo della pirateria nel Corno d’Africa hanno indotto Maersk Line, la più grande compagnia del mondo, a seguire la rotta di Buona Speranza nei viaggi di ritorno Europa-Asia, tagliando fuori il Mediterraneo. Crociere Mediterraneo, grande mercato del trasporto persone e delle crociere. Nel 2007 i porti italiani avevano superato i 48 milioni di passeggeri (di cui quasi 8 milioni solo per crociere), i porti spagnoli i 26 milioni. Nel Nord Europa solo Calais e Dover superano i 10 milioni. Rotterdam, Anversa, Amburgo, Bremerhaven, porti quasi esclusivamente dedicati alle merci. Piattaforma Anche negli anni del “super cycle” (2002-2007, quando il sistema dei trasporti internazionali ha raggiunto in termini di volumi i suoi record storici) l’Italia non è mai stata nel Mediterraneo una piattaforma logistica al servizio di altri mercati. Industria Dalla fine dell’Ottocento intorno alle aree portuali s’insediano importanti attività industriali: non solo cantieristica, ma siderurgia, chimica di base, petrolchimica, lavorazione di prodotti alimentari ecc. I traffici del porto dipendono sempre di più dalle attività insediate nelle aree limitrofe. Trieste Attivi a Trieste alla scoppio della Prima guerra mondiale: tre cantieri navali, uno stabilimento siderurgico, uno iutificio, un oleificio, una spremitura di oli vegetali, una raffineria, una pilatura del riso, un pastificio, una fabbrica di birra, una di linoleum. Genova Alla fine dell’Ottocento la ferrovia riesce a far partire mille vagoni al giorno dal porto di Genova. Container Il primo container arriva in Europa il 23 aprile 1966: al porto di Rotterdam la motonave Fairland, che fa parte della flotta dell’americano Malcom McLean, ne scarica 236 da 35 piedi. Camionista McLean, ex trasportatore su strada. L’idea del container gli viene nel 1937 mentre, al volante del suo camion, è in coda ad aspettare di scaricare e vede i portuali svuotare i camion prima di lui e caricare sulla nave i singoli colli. Perché, si chiede, non caricare l’intero trailer? Impilare McLean impiega container da 35 piedi, massimo allora consentito per il trasporto sulle autostrade americane, acquista due petroliere e le trasforma in portacontainer, realizza container rinforzati agli angoli per poterli impilare. Cede in leasing all’International Standard Organization i suoi brevetti senza pretendere royalties, in modo da favorire la diffusione del nuovo standard. Venti piedi Teu, “twenty foot equivalent unit”: il container da 20 piedi (sei metri) è la nuova unità di misura stabilita nel 1961 dall’Iso per indicare sia il contenitore sia la portata delle navi e la capacità del terminal. Compagnie Tra le prime cinque compagnie marittime al mondo, quattro sono europee: Maersk danese, Msc svizzero-italiana, Cma-Cgm francese, Hapag-Lloyd tedesca. A nolo Il 51,4 per cento delle navi a disposizione dei primi 15 operatori mondiali è noleggiato. Su 466 navi disponibili, Maersk all’inizio del 2009 ne aveva noleggiate 252. Crisi L’ingresso di nuove navi sul mercato e il crollo del traffico container allo scoppio della crisi del 2008 hanno portato a una caduta dei noli del 75 per cento tra 2008 e 2009. Nessun nuovo ordine di navi portacontainer nel primo quadrimestre 2009. Oriente I megaporti che dominano le classifiche mondiali: porti container multiterminal come Singapore, Hong Kong, Shanghai. Stranieri Dei dieci terminal container italiani con un traffico superiore ai 300mila Teu all’anno, a fine 2009 solo uno (il terminal Sech di Genova) non è sotto il controllo di una società estera, e un altro (il terminal Darsena Toscana di Livorno) è ancora controllato al 50 per cento dalla Compagnia portuale. Nuovi proprietari: società tedesche e cinesi, che però hanno lasciato autonomia al management italiano. Germania La Germania possiede la più grande flotta di portacontainer al mondo ed è il paese che tra 2002 e 2006 ha ordinato più navi. Crediti Volume complessivo dei crediti dei nove maggiori istituti bancari tedeschi alla fine del 2006 nel settore dello shipping: 79.325 milioni di euro (oltre 28.000 nel solo 2006). Alla fine del 2009 quasi tutte le banche tedesche impegnate nello shipping erano in situazione critica. Islam Dal 2005 è attiva nel settore anche la finanza islamica. Ma non finanzia navi da crociera, perché si consuma alcol a bordo, né navi-frigorifero, perché potrebbero trasportare carne di maiale. Perdite «Il settore si è trovato a fare i conti con il problema di valori assicurati che erano superiori ai valori correnti di mercato (…). Naufragi e perdite di navi parziali continuano a crescere, sia come frequenza, attribuibile almeno in parte alla scarsità di personale di bordo bene addestrato, sia come costo. La mancanza di esperienza può causare delle perdite perché la nave è condotta male in mare o perché è scarsa la manutenzione (…)» (dal Lloyd’s Annual Report 2008). Notizie tratte da: Sergio Bologna, Le multinazionali del mare, Egea, Milano 2010, 326 pagine, 28 euro.