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 2012  gennaio 18 Mercoledì calendario

Auto, nerissimo anche il 2012 E in Italia sarà come nel 1984 - Per l’auto il 2011 è stato un anno ne­gativo (-1,4% le vendite) ma il 2012, guardando nella sfera di cristallo, do­vrebbe andare peggio (-5% secondo PwC Automotive Institute)

Auto, nerissimo anche il 2012 E in Italia sarà come nel 1984 - Per l’auto il 2011 è stato un anno ne­gativo (-1,4% le vendite) ma il 2012, guardando nella sfera di cristallo, do­vrebbe andare peggio (-5% secondo PwC Automotive Institute). Tra i gran­di mercati si è salvata solo la Germania (+8,8%) grazie al traino delle esporta­zioni (4,5 milioni di veicoli, +7%), ma anche per Berlino e dintorni comince­rebbero ad addensarsi le nubi. Global Insight, in proposito, azzarda fn da ora un 2012 in sofferenza:-2%. Peggio del­l’Italia (­ 10,9% il bilancio finale), ha fat­to la Spagna (- 17,7%), per la terza volta consecutiva sotto il milione di unità, sottolinea l’Unrae nella sua analisi. E sempre in Spagna la crisi ha causa­to la chiusura di 500 concessionarie e la perdita di 5mila posti nell’intera filie­ra. Gli osservatori, intanto, mettono in guardia Madrid: anche nel 2012 ci sarà da soffrire, soprattutto nel primo seme­stre. Negativa anche la Gran Bretagna (-4,4%) che, però, si consola con il buon risultato conseguito dai veicoli a basso impatto ambientale (+11,3%) che ha portato alla riduzione delle emissioni di CO2: 138,1 grammi/chilo­metro da 144,2 del 2010. Si lecca le feri­te anche la Francia (- 2,1%), ma la situa­zione è vista in peggioramanto: -13% nel 2012 per Global Insight.«Quanto al­­l’Italia - commenta Gian Primo Qua­gliano (Centro studi Promotor) - dove il 2011 si è chiuso con la performance peggiore dal ’96, le prospettive per il 2012 non appaiono particolarmente incoraggianti, tanto più se si considera che si è già aperta una nuova fase di re­cessione per la nostra economia dopo la modesta ripresa tra il 2009 e il 2010. A questo punto, le sorti del mercato ap­paio­no legate soprattutto alla possibili­tà che il pacchetto di rilancio dell’attivi­tà economica, di cui si parla (“la filiera - ricorda al governo Filippo Pavan Ber­nacchi, presidente di Federauto- da so­la vale l’11,6% del Pil e impiega 1,2 mi­lioni di addetti”), contenga anche mi­sure per sostenere il comparto o, quan­tomeno, delle soluzioni ecologiche, co­me le vetture a metano, a gpl o elettri­che, e anche quelle con altre alimenta­zioni, ma con emissioni di anidride car­bonica contenute». Giorgio Elefante, responsabile di PwC Automotive Insti­tute, aggiunge, riferendosi sempre al­l’Italia, che «le perduranti condizioni d’incertezza dell’economia, assieme alle misure di maggior prelievo fiscale, influiranno negativamente sulle spe­se dei consumatori, contribuendo alla complessiva debolezza del mercato per tutto il 2012, il cui livello è atteso a 1,64 milioni. Il mercato, con il -6% sti­mato, tornerà ai volumi del 1984 e la ri­salita sarà lenta». L’esperto indica nel 2015 l’anno nel quale le vendite do­vrebbero riportarsi sopra i 2 milioni. Guardando ai costruttori è il gruppo Volkswagen a confermare la propria leadership con un aumento delle ven­dite, sul 2010, del 7,8%, e i suoi due mar­chi principali (Vw e Audi) archiviare l’anno, rispettivamante, con un +9% e un +9,1%. Per il gruppo di Wolfsburg quota di mercato pure in crescita, al 23,3%. Un 2011 sicuramente difficile per Fiat Group Automobiles (-12% per 1.077.228 unità vendute nell’Europa a 27 e quota al 7% dal 7,8 precedente) no­nostante i buoni risultati di Alfa Ro­meo (+18,7%) e Jeep (+61,8%). Soddi­sfazione, per Torino, arriva anche da Panda e 500, ai primi primi due posti nelle city-car. Ma è sul 2012 che ora bi­sogna concentrarsi.