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 2012  gennaio 18 Mercoledì calendario

«Cambierò Confindustria in 10 mosse» - Entra nel vivo la lotta per la pre­s­idenza di Confindustria tra Alber­to Bombassei e Giorgio Squinzi i concorrenti in gara per la succes­sione ad Emma Marcegaglia

«Cambierò Confindustria in 10 mosse» - Entra nel vivo la lotta per la pre­s­idenza di Confindustria tra Alber­to Bombassei e Giorgio Squinzi i concorrenti in gara per la succes­sione ad Emma Marcegaglia. Ieri il patron della Brembo, da otto an­ni vice presidente ( attualmente in carica con la delega per le Relazio­ni industriali), ha indirizzato ai membri di giunta e ai presidenti delle associazioni un documento in 10 punti, facendo soprattutto le­va sul concetto di «rifondazione» dell’associazione. L’operazione di Bombassei, che si è rivolto al let­tore- industriale dandogli del «tu», apre i giochi non senza sor­prendere buona parte della pla­tea associativa. Così sono stati in molti,ieri,a sottolineare l’irrituali­tà di questa iniziativa e del meto­do- quello di una lettera persona­le - non previsto dallo statuto. Mentre Squinzi non ha voluto commentare, ma ha fatto sapere che il proprio programma arrive­rà presto, nel giro di due-tre gior­ni. E comunque non con prevede una «rifondazione», ritenuta non necessaria. Bombassei parte da un’analisi della difficile situazione attuale dove«nello stato d’animo degli ita­liani è assente quella forza che, no­nostante il rallentamento in cor­so, trainerà l’economia globale fuori dalla crisi». Il riferimento e ai giovani che invece di vedere nella trasformazione in corso la possibi­lità di costruirsi una migliore pro­spettiva di vita sono scoraggiati dalla difficoltà di trovare lavoro. Per questo Bombassei auspica che la cultura tecnica diventi una priorità nazionale per dar modo alle aziende italiane, in gran parte piccole e medie, «di poter trovare le professionalità di cui hanno bi­sogno ». Nel programma di Bombassei è per l’appunto centrale la«rifonda­zione » della stessa associazione. «Impegno primario sarà quello di riuscire a dare alle imprese di ogni dimensione e settore, una «scato­la degli attrezzi», costruita a livel­lo interconfederale, dalla quale ogni azienda possa scegliere il mo­d­ello di contrattazione più coeren­te con le proprie esigenze». Nella convinzione «che sia sbagliato ri­tene­re che per avere libertà di deci­sione nei rapporti di lavoro sia me­glio non essere associati a Confin­dustria. Semmai è vero proprio il contrario. Appartenere a Confin­d­ustria significa disporre di un ul­teriore valore aggiunto a disposi­zione dell’impresa». Un messag­gio rivolto alla Fiat e a Marchion­ne, che lo stesso Bombassei do­vrebbe sostenere. Quanto alla politica, il candida­to bergamasco non ha dubbi: «Una rinnovata leadership è oggi indispensabile per guidare il Pae­se non solo fuori dalla crisi, ma an­che nella nuova dimensione glo­bale che si va delineando». Si dice inoltre convinto della necessità di mantenere Confindustria fuori da qualunque schieramento poli­tico per «mantenere un’assoluta indipendenza dagli schieramen­ti ». Sulla parte più difficile, ossia le ricette per aiutare le imprese, Bombassei propone «un impe­gno maggiore per rappresentare le imprese italiane in Europa dove ci sono interessi diversi e spesso divergenti». Secondo il candidato alla presidenza «l’interesse delle nostre aziende si fa sempre di più in Europa dove, purtroppo, l’It­a­lia non riesce a far valere il proprio peso». Inoltre, sottolinea, biso­gna «ossessivamente guardare al di fuori del nostro Paese. Un orien­tamento che comprende anche l’obiettivo di internazionalizza­zione­del nostro sistema produtti­vo da cui dipende, in ultima anali­si, il futuro dell’Italia. Confindu­stria deve battersi con maggior energia per far sì che il supporto pubblico in favore della interna­zionalizzazione diventi più forte e più efficace». Per il vice presidente per le Rela­zioni in­dustriali è inoltre necessa­ria una profonda semplificazione dell’organizzazione. «Le cifre - ha spiegato nel documento - sono eloquenti: 18 Confindustrie Re­gionali; 100 Territoriali; 25 Federa­zioni di Settore, 2 Federazioni di scopo, 101 Associazioni di Catego­ria, 21 Soci aggregati. In tutto 267 organizzazioni associate». Bom­b­assei propone dunque una sem­plificazione. Un punto molto im­portante che se non troverà con­senso «condannerà Confindu­stria a un lento, ma inesorabile de­clino ». Sull’urgenza della nuova struttura Bombassei non ha dub­bi. «Dobbiamo, in tempi molto stretti, immaginare un modello or­ganizzativo snello. Una soluzione che possa finalmente essere pre­sentata anche in inglese ai colle­ghi delle altre Associazioni euro­pee avendo la certezza di essere compresi, al contrario di quanto oggi avviene».