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 2012  gennaio 18 Mercoledì calendario

Ponzoni si costituisce e lascia la poltrona - Non si era dato alla fuga Massimo Ponzoni, il consigliere regionale lombardo del Pdl colpi­to l­unedì mattina da ordine di cat­tura

Ponzoni si costituisce e lascia la poltrona - Non si era dato alla fuga Massimo Ponzoni, il consigliere regionale lombardo del Pdl colpi­to l­unedì mattina da ordine di cat­tura. Mentre la Guardia di finanza ammanettava altri quattro inda­gati della stessa inchiesta, di Pon­zoni non si trovava traccia, si era sparsa la voce che fosse all’estero e la Procura di Monza si prepara­v­a a dichiararlo ufficialmente lati­tante. Invece ieri mattina Ponzoni si materializza nella caserma del­la Finanza di Milano. «Sono scon­volto ma pronto a difendermi », di­ce. Gli fanno la fo­to, gli prendono le impronte e lo por­tano in carcere. Verrà interrogato nei prossimi gior­ni, e non sarà un in­­terrogatorio faci­le. Per cercare di al­leg­gerire la sua po­sizione, Ponzoni ieri si dimette da segretario dell’uf­ficio di presidenza della Regione, e il consiglio del Pirel­lone accoglie ful­mineamente le sue dimissioni. Ma il piccolo passo indietro non cambia di molto la sostanza. Pon­zoni è accusato di avere foraggia­to con tangenti e falsi in bilancio non solo la sua attività politica, fat­ta di campagne elettorali sibariti­che, ma anche un tenore di vita as­solutamente sopra le righe, cocai­na, auto di lusso e donne compre­se. E poi c’è l’elemento più pesan­te di tutti, quello decisivo nel con­vincere il giudice preliminare a spedire in carcere Ponzoni: i pre­sunti contatti con la malavita orga­nizzata. Nella parte finale dell’ordinan­z­a di custodia gli indizi di questi le­gami vengono analizzati uno per uno. La tesi della Procura di Mon­za è che nel 2005 Ponzoni sia stato eletto grazie al voto dei clan, e che solo cinque anni dopo si sia sgan­ciato da essi. Si parla di un «com­puter in uso a Laura Ponzoni, la quale ha contribuito all’organiz­zazione delle campagne elettorali del fratello», nel quale viene trova­to un documento «Annunziato Moscato.doc» con il curriculum vitae di un esponente delle co­sche calabresi a Desio, arrestato nel 2007. Si cita un incontro orga­nizzato da Salvatore Strangio, boss ’ndranghetista del movimen­to terra, tra un suo prestanome e Ponzoni. Si segnala che l’assegno di un tale Pasquale Nocera, colla­boratore del boss Strangio, sareb­be stato incassato sul conto cor­rente della nonna di Ponzoni, «conto che risulta assai movimen­tato e che appare riconducibile al nipote e non all’anziana».E si rac­conta come andò a finire l’inter­vento di Pio Candeloro, «temutis­simo Capo Società della cosca lo­cale di Desio», per risolvere una querelle elettorale tra i vari espo­nenti della comunità calabrese: un certo Natale Marrone si era ri­volto al padrino perché intervenis­se contro Rosario Perri, assessore a Desio e legato a Ponzoni, «rice­vendo però un netto rifiuto per via della protezione della quale Perri avrebbe goduto in quel contesto delinquenziale». In sintesi: Ponzoni per la Procu­ra di Monza incarna quel crocevia di affari, politica e malavita di cui finora si era parlato più nelle inda­gi­ni sociologiche sullo sbarco ma­fioso al Nord che nelle indagini giudiziarie. È questo, più che qual­che storia purtroppo non incon­sueta di mazzette, a rendere diffi­cile la sua posizione.