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 2012  gennaio 18 Mercoledì calendario

Un’occasione chiamata grafene - Inizio 2012 molto promettente per André Geim and Kostya Novoselov, nominati cavalieri dalla regina Elisabetta: i due scienziati, nati in Russia, ma diventati cittadini inglesi, potranno esibire il titolo di «Sir»

Un’occasione chiamata grafene - Inizio 2012 molto promettente per André Geim and Kostya Novoselov, nominati cavalieri dalla regina Elisabetta: i due scienziati, nati in Russia, ma diventati cittadini inglesi, potranno esibire il titolo di «Sir». Ma questa non è certo la loro prima onorificenza. Hanno ricevuto innumerevoli riconoscimenti per i loro pionieristici studi sul grafene: dalla nomina a cavaliere comandante dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi alla fellowship della Royal Society, fino al Nobel per la Fisica nel 2010. Ma è proprio il titolo di «Sir» - ha dichiarato Novoselov - a testimoniare come il grafene passi da ricerca accademica a oggetto di interesse strategico per lo Stato. E ancora una volta l’Europa dimostra di poter essere la capofila. L’Italia, in particolare, ha un ruolo di primo piano nel progettopilota della Commissione Europea che ha come obiettivo di preparare una «flagship» sul grafene, vale a dire un’iniziativa ambiziosa e visionaria, della durata di 10 anni con un investimento di un miliardo di euro: se approvata dalla Ue, sarà un volano di innovazione e sviluppo. Merito del grafene, il materiale più stupefacente e versatile oggi disponibile. Costituito da un singolo foglio di atomi di carbonio, disposti a forma esagonale, possiede proprietà eccezionali, capaci di rivoluzionare i settori più diversi, dai computer alle auto all’idrogeno, dal fotovoltaico fino ai jet. Oltre a essere puramente bidimensionale (proprietà che lo rende ideale per applicazioni sensoristiche), è in grado di trasformare la luce solare in elettroni a ogni frequenza (perfetto per il fotovoltaico), ha elevate conducibilità termica ed elettrica, è trasparente ma impermeabile e detiene il record di resistenza meccanica (100 volte l’acciaio) e di elasticità (cinque volte l’acciaio). Il grafene, poi, conduce gli elettroni più velocemente del silicio ed è un conduttore trasparente, con una combinazione eccezionale di proprietà ottiche ed elettriche. Potenzialmente, quindi, può dare inizio a una nuova rivoluzione sostenibile, basata sul carbonio, con un impatto profondo nell’informatica e nelle comunicazioni e in vari aspetti della quotidianità. Dalle sue proprietà possono nascere prodotti elettronici trasparenti e flessibili, dispositivi per l’informatica, biosensori, supercapacitori per sostituire le batterie convenzionali, materiali compositi ultraleggeri per auto e jet. Usa, Giappone, Corea e Singapore stanno investendo enormi risorse nello studio del grafene e delle sue applicazioni. Ma all’origine delle ricerche ci sono vari gruppi di ricerca europei. E ora è quindi essenziale che il Vecchio Continente resti all’avanguardia nel settore e non perda i vantaggi che possono scaturirne. Ecco perché è necessario un approccio coordinato: la «flagship» sul grafene ha lo scopo di creare una rete multidisciplinare, che agisca da incubatore per nuove applicazioni, assicurando alle industrie europee un ruolo di primo piano nell’evoluzione tecnologica dei prossimi 10 anni. La fase pilota dell’iniziativa coinvolge oltre 500 gruppi di ricerca, che rappresentano 150 partner accademici e industriali di 21 nazioni europee. A coordinarla è un consorzio di nove partner: le università di Chalmers in Svezia e di Cambridge, Manchester, Lancaster in Gran Bretagna, oltre all’Istituto Catalano di Nanotecnologia in Spagna, il Consiglio Nazionale delle Ricerche in Italia, la Fondazione Europea della Scienza, la società AMO GmbH tedesca e la multinazionale finlandese Nokia. Quanto al comitato scientifico dell’iniziativa, include quattro Nobel: oltre a Geim e Novoselov, Albert Fert e Klaus von Klitzing, e atri nomi di spicco come Luigi Colombo, Byung Hee Hong e Paco Guinea. Il ruolo del nostro Paese è sottolineato dal fatto che due dei proponenti dell’iniziativa sono italiani, Vincenzo Palermo del Cnr di Bologna e uno degli autori di questo articolo, Andrea Ferrari dell’Università di Cambridge, in qualità di responsabile della «roadmap scientifica» e delle collaborazioni internazionali. A essere coinvolte ci saranno diverse università e centri di ricerca, tra cui spiccano, oltre al Cnr, l’Istituto Italiano di Tecnologia e il Politecnico di Torino, insieme con varie aziende. Ora, quindi, l’universo del grafene si trova a un bivio tra ricerca fondamentale e le sue applicazioni e il suo potenziale è enorme. Utilizzando dispositivi a basso costo, display flessibili e touch screen basati proprio sul grafene integrato nella plastica, avremo la possibilità di includere dati e informazioni in ogni oggetto oggi incompatibile con la tecnologia a base di silicio. E’ quindi essenziale che non si perda un’occasione unica per investire in una tecnologia che è stata tenuta a battesimo in Europa. *"Andrea Ferrari Nicola Pugno Ingegneri" "RUOLI: IL PRIMO È PROFESSORE DI NANOTECNOLOGIE ALLA UNIVERSITY OF CAMBRIDGE E IL SECONDO È PROFESSORE DI MECCANICA STRUTTURALE AL POLITECNICO DI TORINO"