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 2012  gennaio 18 Mercoledì calendario

"Le faccio passare un´anima di guai ci sono già dei cadaveri, torni a bordo" - La sfuriata del capitano De Falco contro Schettino: "Ora comando io" Tre telefonate nella notte del naufragio tra la Capitaneria di Porto di Livorno e il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino

"Le faccio passare un´anima di guai ci sono già dei cadaveri, torni a bordo" - La sfuriata del capitano De Falco contro Schettino: "Ora comando io" Tre telefonate nella notte del naufragio tra la Capitaneria di Porto di Livorno e il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. In linea c´è il comandante Gregorio De Falco. Schettino dice di coordinare l´evacuazione dei passeggeri ma mente. La conversazione, di volta in volta, si scalda. Fino all´ultima chiamata, tanto incredibile quanto drammatica, in cui l´ufficiale operativo intima al comandante Schettino di tornare sulla nave. LA PRIMA TELEFONATA Francesco Schettino riceve la telefonata della Capitaneria di Porto alle 00.32. «Quante persone ci sono a bordo?», gli chiedono. Risponde: «Due, trecento». Sono trascorsi appena 40 minuti dall´ordine di evacuazione e la Concordia è in realtà ancora piena di passeggeri e membri dell´equipaggio. Questa cifra Schettino la ripeterà più volte nel corso della chiamata. «Ora torno sul ponte», assicura alla Capitaneria. «Ero andato a poppa per capire cosa stava succedendo». Dice il falso, secondo alcuni si era già messo a riparo sulla scogliera. E alla domanda della sala operativa: «Rimarrà solo lei?», risponde ancora: «Credo di rimanere solo io». LA SECONDA TELEFONATA Passano dieci minuti, Schettino riceve un´altra telefonata in cui la Capitaneria vuole sapere quante persone devono ancora essere evacuate dalla Costa Concordia. L´evacuazione è ancora all´inizio ma il comandante risponde: «Ci sono un centinaio di persone» a bordo e assicura: «Sto coordinando da qua», ma gli sfugge di non poter più salire sulla nave e poi di averla abbandonata. De Falco: «Comandante, sono De Falco da Livorno» Schettino: «Sì, ho avvisato anche la società: mi dicono che ci sono dei passeggeri a bordo, sembra ci siano un centinaio di persone a bordo» De Falco: «Comandante, ma lei non mi sa dare un dato esatto? Un centinaio di persone sembra...» Schettino: «Comanda´ io non le so dare un dato esatto perché le spiego: mentre stavamo facendo l´evacuazione di tutti i passeggeri, adesso gli ufficiali ... ci siamo tutti riuniti qua» De Falco: «Dove siete? Sulla scialuppa tutti gli ufficiali?» Schettino: «Sì siamo io, il comandante in seconda...» De Falco: «No, scusi, ma lei prima era solo con il marinaio. Se gli ufficiali sono riusciti a scendere da lei, vuol dire che si potevano ancora muovere» Schettino: «Sì, infatti» De Falco: «Allora perché non tornano a bordo a vedere come è la situazione e poi ce lo riferiscono, grazie» Schettino: «Adesso non si può» De Falco: «Li mandi a bordo. Mandi una persona a bordo a coordinare» Schettino: «Ma io sto coordinando da qua» De Falco: «Io le sto dando un ordine comandante. Lei deve mandare qualcuno a bordo» Schettino: «Noi stiamo andando a bordo a coordinare» De Falco: «Esatto. Voi dovete andare a bordo a coordinare lo sbarco: è chiaro?» Schettino: «Ma noi non possiamo salire più adesso, la nave adesso è quasi affondata» De Falco: «Allora perché li ha fatti scendere comandante?» Schettino: «Come fatti scendere: noi abbiamo abbandonato la nave» De Falco: «E con cento persone ancora a bordo lei abbandona la nave, cazzo?» Schettino: «Non ho abbandonato nessuna nave con cento persone a bordo... la nave stava appoppando, siamo stati cappottati in acqua» De Falco: «Bene, vedremo poi che cosa è successo. Adesso però mi faccia sapere tutto ciò che accade, ogni cosa. Si metta di fronte con questa scialuppa e non si allontani, è chiaro?» Schettino: «Qua stiamo comandante, qua stiamo» LA TERZA TELEFONATA All´1.46 di sabato mattina, Schettino riceve un´altra telefonata dalla Capitaneria . Parla ancora con il comandante De Falco. Una conversazione dai toni concitati nella quale riceve un ordine perentorio: «Tornare a bordo subito!» De Falco: «Sono De Falco da Livorno, parlo con il comandante?» Schettino: «Sì, buonasera comandante De Falco» De Falco: «Mi dica il suo nome, per favore» Schettino: «Sono il comandante Schettino, comandante» De Falco: «Schettino? Ascolti Schettino. Ci sono persone intrappolate a bordo. Adesso lei va con la sua scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C´è una biscaggina. Lei sale su quella biscaggina e va a bordo della nave. Va a bordo e mi viene a dire, mi riporta quante persone ci sono. Le è chiaro? Io sto registrando questa comunicazione, comandante Schettino» Schettino: «Comandante, le dico una cosa...» De Falco: «Parli a voce alta. Parli a voce più alta. Metta la mano davanti al microfono e parli a voce più alta, chiaro?» Schettino: «In questo momento la nave è inclinata di 90 gradi» De Falco: «Ho capito. Ascolti: c´è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone ci sono e che cosa hanno a bordo. Chiaro? Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. È chiaro? Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto... veramente molto male... le faccio passare un´anima di guai. Vada a bordo, cazzo!» Schettino: «Comandante, per cortesia» De Falco: «No, per cortesia... lei adesso prende e va a bordo. Mi assicuri che sta andando a bordo» Schettino: «Io sto andando qua con la lancia dei soccorsi, sono sotto qua, non sono andato da nessuna parte, sono qua...» De Falco: «Che sta facendo, comandante?» Schettino: «Sto qua per coordinare i soccorsi...» De Falco: «Che sta coordinando lì? Vada a bordo. Coordini i soccorsi da bordo. Lei si rifiuta?» Schettino: «No, no non mi sto rifiutando» De Falco: «Lei si sta rifiutando di andare a bordo, comandante? Mi dica qual è il motivo per cui non ci va?» Schettino: «Non ci sto andando perché ci sta l´altra lancia che si è fermata...» De Falco: «Lei vada a bordo, è un ordine. Lei non deve fare altre valutazioni. Lei ha dichiarato l´abbandono nave, adesso comando io. Lei vada a bordo! È chiaro? Non mi sente? Vada, mi chiami direttamente da bordo. C´è il mio aerosoccorritore lì» Schettino: «Dove sta il suo soccorritore?» De Falco: «Il mio soccorritore sta a prua. Avanti. Ci sono già dei cadaveri, Schettino» Schettino: «Quanti cadaveri ci sono?» De Falco: «Non lo so.. Uno lo so. Uno l´ho sentito. Me lo deve dire lei quanti ce ne sono, Cristo» Schettino: «Ma si rende conto che è buio e qui non vediamo nulla» De Falco: «E che vuole tornare a casa Schettino? È buio e vuole tornare a casa? Salga sulla prua della nave tramite la biscaggina e mi dica cosa si può fare, quante persone ci sono e che bisogno hanno. Ora!» Schettino: «Sono assieme al comandante in seconda qui» De Falco: «Salite tutti e due allora. Come si chiama il secondo?» Schettino: «Dimitri» De Falco: «Dimitri cosa?» Schettino: «Dimistri Christidis» De Falco: «Lei e il suo secondo salite a bordo, ora. È chiaro?» Schettino: «Comandà, io voglio salire a bordo, semplicemente che l´altra scialuppa qua... Ci sono gli altri soccorritori, si è fermata e si è istallata lì, adesso ho chiamato altri soccorritori...» De Falco: «Lei è un´ora che mi sta dicendo questo. Adesso va a bordo, va a B-O-R-D-O!. E mi viene subito a dire quante persone ci sono» Schettino: «Va bene comandante» De Falco: «Vada, subito!»