Enrico Paoli, Libero 18/1/2012, 18 gennaio 2012
CONTRO IL CARO BENZINA CRESCE IL «MOVIMENTO DEI FORCONI»
All’inizio l’hanno sottovalutata. Anzi Beppe Grillo, il Popolo Viola e il quotidiano online Linkiesta, l’hanno bollata come una «roba fascista», fatta di «saluti romani » e «braccia tese». Invece la mobilitazione che sta bloccando la Sicilia, promossa dagli autotrasportatori del movimento “Forza d’urto” e sostenuta dal “Movimento dei forconi”, è tutt’altra cosa. Le «Cinque giornate di Sicilia», così le hanno battezzate i leader del “Movimento dei forconi”, altro non sono che una mobilitazione contro la manovra del governo nazionale e la scarsa attenzione del governatore siciliano, Raffaele Lombardo, nei confronti dei problemi dei suoi amministrati. «È una rivoluzione pacifica e non vogliamo danneggiare i siciliani, ma vogliamo far capire a tutti che devono essere trovate soluzioni a questa crisi», affermano i capipopolo del movimento, «staremo qui notte e giorno fino a venerdì». Il movimento, che vede la partecipazione di agricoltori, pescatori, edili e disoccupati, chiede soprattutto l’abbassamento delle accise sui carburanti «che pesano troppo sul trasporto delle merci penalizzando fortemente le nostre produzioni». Intanto la benzina è quasi esaurita e la tensione è salita alle stelle. A Lentini, in provincia di Siracusa, un venditore ambulante di 32 anni ha accoltellato il padroncino di un camion, che voleva impedirgli di forzare il blocco mentre a Palermo, per un puro caso, è stata evitata una tragedia. Un treno ha rischiato di travolgere i manifestanti che occupavano i binari.
A sostenere le ragioni dei manifestanti, in particolare, c’è il deputato del Pid Pippo Gianni. «Da anni sosteniamo che la pressione fiscale nel nostro Paese è troppo forte e che la Sicilia paga un prezzo altissimo, senza avere il conseguente ritorno economico ed occupazionale», afferma il deputato siciliano, «a Siracusa, dove insiste il più importante polo di raffinazione del greggio dell’Europa, la benzina ha costi stratosferici». E la protesta di questi giorni, coni blocchi del traffico, mira a ricordarlo a tutti.
Enrico Paoli