FdR, Corriere della Sera 19/1/2012, 19 gennaio 2012
(f.d.r.) L’azionista di maggioranza è sempre il ministero del Tesoro. Lo Stato. Ma nonostante ciò l’Enel è riuscita a evitare la scure di Standard & Poor’s, che dopo aver declassato venerdì scorso di due posizioni il rating del debito pubblico italiano è passata ad adeguare anche quello delle principali società pubbliche, come Eni o Cassa Depositi e Prestiti, con un downgrade
(f.d.r.) L’azionista di maggioranza è sempre il ministero del Tesoro. Lo Stato. Ma nonostante ciò l’Enel è riuscita a evitare la scure di Standard & Poor’s, che dopo aver declassato venerdì scorso di due posizioni il rating del debito pubblico italiano è passata ad adeguare anche quello delle principali società pubbliche, come Eni o Cassa Depositi e Prestiti, con un downgrade. Al gruppo guidato da Fulvio Conti l’agenzia americana ieri ha confermato invece il giudizio sul debito a lungo termine mantenendo il voto «A-» e «A-2» su quello a breve termine. Ma ha mantenuto anche l’outlook negativo, ovvero la possibilità di un futuro declassamento. Possibilità che dipende dal bilancio e dal nuovo piano strategico che l’Enel presenterà in primavera. Standard & Poor’s in una nota ha spiegato di ritenere «eccellente» il profilo di rischio del gruppo elettrico, sul quale pesa tuttavia il possibile peggioramento dello scenario sia in Italia sia in Spagna, dove Enel controlla il 92% di Endesa. Ma Conti, di contro, può anche beneficiare, e questo è il motivo per cui si è salvato dal taglio, di «limitati» collegamenti con il debito pubblico italiano.