Maria Laura Rodotà, Corriere della Sera 19/1/2012, 19 gennaio 2012
In un Paese (il nostro) in cui è considerato offensivo dire al guidatore «ti dispiacerebbe non parlare al telefono?», la piaga degli MdM, dei Messaggianti da Marciapiede, potrebbe sembrare un male minore
In un Paese (il nostro) in cui è considerato offensivo dire al guidatore «ti dispiacerebbe non parlare al telefono?», la piaga degli MdM, dei Messaggianti da Marciapiede, potrebbe sembrare un male minore. L’italiano (italiana) che considera un suo diritto accidentalmente non sancito dalla legge raccontare gli affari suoi mentre sorpassa in autostrada o svolta a sinistra è oggettivamente più pericoloso del pedone assorto nel suo sms che rischia di far male soprattutto a se stesso, può venire investito o può sbattere contro un palo. Però lo IaC (Incosciente, ovvero Infame, al Cellulare) e l’Mdm si comportano male per lo stesso motivo. Tutti e due antepongono l’urgenza della loro comunicazione al bene comune e alla sicurezza negli spostamenti. Poi, si sa, gli IaC colti in flagrante vengono multati; gli Mdm vengono multati solo a Rexburg, Idaho, e in qualche altra cittadina degli Stati Uniti poco frequentata. Ma gli americani evoluti e sempre collegati stanno affrontando il problema. L’anno scorso, a Philadelphia, il Comune ha lanciato una campagna anti-texting. E pochi giorni fa, poco più a nord, il New York Times ha messo sul suo sito un corto molto ganzo girato da un giovane regista ganzo e diretto ai giovani ganzissimi e aspiranti tali che leggono il Times e girano per Manhattan e Brooklyn guardano lo smartphone invece della strada. Si intitola Texting While Walking e lo ha realizzato Casey Neistat, autore di molti video hipster-civici, tra cui uno benemerito sugli usi impropri delle piste ciclabili. «Chi manda sms mentre cammina non patisce la riprovazione sociale riservata a chi guida ubriaco e a chi fuma crack», esordisce Neistat. Ma può finire al pronto soccorso, in America gli incidenti da sms sono centinaia ogni anno. E può far danni perché non vede gli ostacoli posti oltre lo schermo del telefonino. «L’assenza di consapevolezza spaziale» rende l’Mdm un Mister Magoo del terzo millennio, uno che gira come se fosse bendato. Concentrato sul suo messaggino, ignora auto e passanti, si ferma improvvisamente riflettendo su come rispondere alla fidanzata, e magari provoca un tamponamento multiplo tra pedoni (la scena è brillantemente rappresentata nel video). C’è un solo modo, secondo Neistat, per messaggiare camminando: si smette di camminare, ci si appoggia a un muro, e si compone serenamente. Sembra logico, ma nessuno lo fa. E molti discutono sul da farsi, sul sito del Times. Ci sono i proibizionisti che vorrebbero multe onerose per il «distracted texting»; gli iperconnessi che chiedono «texting lanes», insomma piste messaggiabili; i pragmatici, pronti ad accettare Mdm che ogni tanto si guardino in giro. Ma quasi tutti, se non altro, danno ragione a Neistat quando dice «la scortesia crea pericoli». Sulle strade di Manhattan dove i suoi intervistati alzano gli occhi dal minischermo e ridacchiano, e altrove. La cortesia non è galateo astratto, è considerazione per il prossimo. Ce n’è bisogno quando ci si sposta, in America e in altri Paesi, come il nostro.