Isabella Bufacchi, Il Sole 24 Ore 17/2/2012, 17 febbraio 2012
DECLASSATO IL FONDO SALVA STATI
Ineluttabilmente, il fondo europeo per la stabilità finanziaria Efsf è stato retrocesso ieri da Standard&Poor’s di un gradino, dalla "AAA" alla "AA+". Il declassamento di Francia e Austria, i due Stati che hanno impegnato garanzie per circa 180 miliardi per il fondo e che hanno perso le triple "A" venerdì scorso, ha provocato il peggioramento dell’affidabilità dell’Efsf e ha fatto scattare la retrocessione. Sono venute a mancare, ha spiegato in un comunicato l’agenzia di rating, le misure di rafforzamento aggiuntive che avrebbero dovuto compensare il deterioramento dell’affidabilità di una parte delle garanzie. In altre parole, gli Stati che hanno preservato la "AAA" di S&P - Germania, Olanda, Lussemburgo e Finlandia - non sono intervenuti a tamponare il taglio del rating, né sono state annunciate garanzie aggiuntive tramite iniezioni di cash.
S&P ha lasciato una porta aperta all’Europa. L’outlook della nuova "AA+" dell’Efsf è stato mantenuto "developing", in via di sviluppo. Questo significa che gli Stati dell’Eurozona si trovano di fronte a un bivio: se dovessero intervenire per sanare la situazione e aumentare le garanzie, l’agenzia di rating sarebbe pronta a riportare l’Efsf alla tripla "A". In caso contrario, tenendo conto dell’outlook negativo sui rating S&P che dallo scorso venerdì affligge 14 Stati garanti del fondo salva-Stati, l’Efsf potrebbe essere declassato ulteriormente.
La perdita della "AAA" di S&P da parte dell’Efsf ha un’implicazione politica e un impatto di natura tecnica. Il fatto che il fondo salva-Stati europeo non sia contrassegnato da tre triple "A", come la Germania, macchia la reputazione dell’intera zona dell’euro, incapace di farsi rappresentare da un’istituzione con la massima affidabilità possibile nel mondo dei rating. Una lettura politica vede nella retrocessione dell’Efsf il declassamento dell’Eurozona, della sua credibilità e delle sue istituzioni. In aggiunta, tuttavia, se la perdita della "AAA" dovesse aumentare ulteriormente i costi di raccolta dell’Efsf tramite bond e T-bill (prima del declassamento già più elevati rispetto a quelli della Germania), questa maggiore spesa si ripercuoterebbe sugli Stati che vengono aiutati finanziariamente dall’Efsf: la perdita sarebbe quindi distribuita tra i Paesi più deboli e bisognosi dell’Eurozona.
«Non c’era nessun bisogno di agire ora sull’Efsf», ha commentato ieri all’Afp il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, in merito alla decisione di Standard and Poor’s di tagliare il rating del fondo europeo: rinviando qualsiasi decisione al prossimo Eurogruppo e lasciando intendere che sarebbe inutile intervenire sull’Efsf adesso, in vista dell’arrivo in luglio del fondo di stabilità permanente Esm. La Germania, naturalmente, è la più esposta a qualsiasi richiesta di integrazione di garanzie, essendo tra tutti lo Stato con il Pil più elevato abbinato alla "AAA". Attualmente, la Germania si è impegnata con garanzie fino a 211,7 miliardi di euro, contro i 2 miliardi del Lussemburgo, i 44,6 dell’Olanda e i 14 della Finlandia. Dovendo integrare il deterioramento delle garanzie di Francia (159 miliardi) e Austria (21,7 miliardi), la Germania è sicuramente il Paese chiamato a fare lo sforzo maggiore. In un momento in cui Angela Merkel dovrà chiedere al Parlamento tedesco di accelerare il versamento delle quote del capitale paid-in sul fondo Esm, per farlo decollare con un anno di anticipo rispetto alla tabella di marcia e per dotarlo di maggiori risorse rispetto al piano iniziale (spalmato su un quinquennio), un aumento delle garanzie dell’Efsf potrebbe in effetti non essere opportuno.
L’Europa ha di fronte un altro bivio. Potrebbe ridurre la potenza di fuoco dell’Efsf, attualmente attorno ai 440 miliardi a fronte di garanzie fino a 780 (che calano a 726 senza contare quelle di Grecia, Portogallo e Irlanda). Gli esperti della materia suggeriscono che l’Efsf potrebbe abbassare il tetto della raccolta e della capacità di fare prestiti, accomodando la cifra alla riduzione delle garanzie AAA. Questo significa che per ogni bond emesso, potendo contare su garanzie inferiori al previsto, l’Efsf dovrebbe accantonare liquidità (cash) per rafforzare le garanzie: secondo Rbs, per ogni 5 miliardi di Efsf-bond collocati sul mercato con rating "AAA" dopo il declassamento di Francia e Austria, poco più di 3 miliardi potrebbero essere utilizzati per aiutare gli Stati in difficoltà. La potenza di fuoco calerebbe da 440 a 260 miliardi.