Roberto Petrini, la Repubblica 17/01/2012, 17 gennaio 2012
Tassisti, orafi e baristi quasi-poveri la fotografia dell´Italia che evade le tasse – Dentisti che guadagnano meno delle proprie infermiere
Tassisti, orafi e baristi quasi-poveri la fotografia dell´Italia che evade le tasse – Dentisti che guadagnano meno delle proprie infermiere. Proprietari di discoteche e centri benessere che dichiarano «povertà» assoluta. E il «popolo delle botteghe», dal droghiere al parrucchiere, dal negozio di abbigliamento alla lavanderia, che resta inchiodato ad un imponibile medio annuo di 19 mila 500 euro annui. E´ la radiografia delle dichiarazioni dei redditi dei cosiddetti lavoratori autonomi che mostra un´Italia poco credibile al Fisco. E´ quanto emerge dai dati del 2010 pubblicati ieri dal Dipartimento delle Finanze. Un quadro che arriva proprio mentre l´Agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza stanno conducendo la campagna d´inverno contro l´evasione, dal blitz di Cortina alle indagini a tappeto sugli scontrini. Ecco la radiografia. Finalmente sappiamo quanto guadagnano le categorie oggi nel mirino del Fisco perché non pagano le tasse: professionisti, commercianti, artigiani, prestatori di servizi di bassa o alta qualità. Dai ricchi notai, costretti a dichiarare tutto, ai dentisti che fanno la figura degli straccioni con un reddito imponibile lordo di 47 mila e 600 euro. Questi ultimi vengono sonoramente battuti nella gara della fedeltà al fisco dai gestori di pompe funebri (48.700 euro lordi) e dagli attori (58.200 euro). Ma è il mondo del commercio che conferma luoghi comuni e solletica gli accertamenti dell´Agenzia delle entrate e dei militi delle Fiamme Gialle: l´imponibile medio lordo (cioè prima del pagamento delle tasse) della categoria è di soli 19 mila e 500 euro, più di molti commessi e dipendenti. Un mondo di ricevute fiscali che evaporano, di scontrini fiscali fantasma e di Irpef che va in fumo. Con tempestività ieri il Dipartimento delle Finanze ha snocciolato fatturato e imponibile medio di 3 milioni e mezzo di contribuenti che pagano le tasse con il sistema degli «studi di settore», una sorta di meccanismo automatico cui sono tenuti tutti i lavoratori autonomi che fanno ricavi sotto i 5 milioni, ma che tuttavia, a vedere i risultati, non sempre è in grado di dare una rappresentazione realistica della realtà. Nel popolo del lavoro autonomo e delle partite Iva spuntano situazioni paradossali, come quelle dei gestori di discoteche, dei centri benessere e dei noleggiatori di auto che nel modello unico del 2010 (relativo ai redditi dell´anno d´imposta 2009) hanno addirittura dichiarato un reddito negativo. Categorie che in media, stando a questi dati, sarebbero in «rosso». Ma al di là dei casi limite, la pancia dei contribuenti, soprattutto commercianti, propone dichiarazioni ben più magre di quanto ci si aspetterebbe: tra i 7.000 e i 14 mila euro annui di imponibile lordo (sul quale si calcolano e pagano le tasse) figurano categorie come i commercianti di abbigliamento e calzature, gli orafi, i negozi di alimentari, le agenzie di viaggio, gli albergatori, gli acconciatori, i bar. Anche i tassisti, nel mirino per via dei provvedimenti sulle liberalizzazioni, sono nella media: 14 mila e 200 euro di imponibile all´anno che proviene da un fatturato medio di 36 mila euro. Il nodo per il commercio è anche un altro, ed emerge dalla differenza tra il fatturato e il reddito imponibile: l´intera categoria dichiara in media 343 mila euro di fatturato dal quale fa emergere un imponibile medio di 19 mila e 500 euro. Significa che in mezzo c´è un utilizzo dei costi, che vengono dedotti dai ricavi, assai marcato e in qualche caso disinvolto. A fare una figura migliore, almeno stando ai dati diffusi ieri dal ministero dell´Economia, è la categoria dei professionisti, anche loro colti nel pieno di un braccio di ferro con il governo che li vorrebbe deregolamentare. In questo caso i redditi sono decisamente più alti anche se i dubbi restano. I notai si salvano: sono in prima fila, costretti da sempre a dichiarare tutto, vantano un imponibile lordo anno di 310 mila euro. Seguono i farmacisti con 109 mila euro, i medici con 68 mila euro di imponibile lordo e i consulenti finanziari con 38 mila euro. Ma decisamente bassi sono i redditi dei dentisti: guadagnerebbero in media 47 mila e 700 euro lordi. Difficile da credere: vengono sonoramente battuti persino da attori e registi che superano i 58 mila euro. Complessivamente, tirate le somme, il bilancio dell´intero comparto del lavoro autonomo è deludente: i ricavi o compensi sono stati in media di 226 mila euro ma la media dell´imponibile è quella di modesto lavoratore dipendente: ovvero 28 mila e 400 euro.