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 2012  gennaio 14 Sabato calendario

Santoro parla dalla periferia dell’impero e s’ode un’eco di rassegnazione – Una serata così, con il no della Corte costituzionale ai referendum contro il «Porcellum» e il no del Parlamento all’arresto di Cosentino, sarebbe stata una di quelle da incorniciare: per gli ascolti, per le discussioni, per l’eco del giorno dopo

Santoro parla dalla periferia dell’impero e s’ode un’eco di rassegnazione – Una serata così, con il no della Corte costituzionale ai referendum contro il «Porcellum» e il no del Parlamento all’arresto di Cosentino, sarebbe stata una di quelle da incorniciare: per gli ascolti, per le discussioni, per l’eco del giorno dopo. E invece Michele Santoro aveva la faccia rassegnata di chi sa di aver fatto un passo importante dal punto di vista politico e mediatico (con il suo brand ha costruito un canale virtuale), ma sa altrettanto bene di muoversi ai margini. Giorni addietro, ospite di Fabio Fazio, non aveva saputo trattenere il desiderio di tornare: in Rai, a La7, persino (lo ha detto lui) a Mediaset. Perché puoi essere bravo a condurre un talk politico, puoi essere coraggioso a cercare nuovi format, ma l’audience della tv generalista è ancora la più gratificante. Era intitolata «Rigore di Stato» la puntata di Servizio Pubblico (Telelombardia, Cielo e canale 504 di Sky, più altre reti regionali, ore 21) che ha avuto ospiti il sindaco di Bari Michele Emiliano e Daniela Santanché del Popolo della Libertà. E il procuratore capo della Repubblica di Torino Gian Carlo Caselli come «osservatore». Certo, con due sole persone in studio i discorsi si possono approfondire di più, ma inevitabilmente cala la tensione drammaturgica, che è la vera forza di un tribuno come Santoro. Per una sera, finanche la Santanché è parsa seduta e sedata. Sì, aveva la faccia rassegnata, tanto che a un certo punto è sbottato contro Monti, ospite di Fazio (come lui, del resto) e non di altri salotti tv: «Come farà Monti a mantenere la sua promessa di rivoluzione liberale, forse potrebbe dare un piccolo segnale, cioè andare a rispondere alle domande di tutti i giornalisti, queste domande siano in diretta, siano registrate o che siano anche rivolte durante una conferenza stampa aperta a tutti i giornalisti come avviene con tutti i governi liberali. Diciamo così, per servizio pubblico». C’è chi dice no e il sì di Michele suona nella periferia dell’impero. Aldo Grasso